Nella notte, alcune attiviste del movimento Extinction Rebellion Bologna hanno condotto un'azione di protesta a Bologna, ricoprendo di manifesti la sede nazionale di Conad Italia. L'iniziativa, che invita apertamente al boicottaggio della nota catena di supermercati, è stata esplicitamente collegata ai lavori in corso nell’area del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, dove è prevista la realizzazione di un nuovo punto vendita. La protesta sottolinea la ferma opposizione alla costruzione, evidenziando il legame tra l'espansione commerciale e la tutela ambientale.
Le attiviste hanno motivato la loro azione denunciando il "muro" eretto dalla società Conad, che avrebbe impedito qualsiasi tentativo di mediazione riguardo al prosieguo dei lavori. L'area al centro della contestazione è un significativo spazio verde spontaneo, esteso per circa 45.000 metri quadrati, formatosi naturalmente sul sito di un ex ospizio e casa di riposo per anziani, dismesso e demolito circa due decenni fa. Questo spazio, ora minacciato dalla cementificazione, è considerato dalle attiviste un bene prezioso per la comunità e l'ambiente.
Sgombero e tensioni nell'area di Reggio Emilia
Il 30 settembre 2026, l'area occupata del Bosco Ospizio a Reggio Emilia è stata teatro di momenti di forte tensione, culminati nello sgombero forzato dei manifestanti.
Durante le operazioni, alcune attiviste di Extinction Rebellion Reggio Emilia sono riuscite a entrare nell'area, con l'intento di opporre una resistenza pacifica e di avviare un dialogo con la direzione dei lavori. Tuttavia, la loro azione si è conclusa con il fermo e il successivo trasferimento in questura.
Nel comunicato stampa diffuso in seguito all'azione presso la sede Conad di Bologna, le attiviste hanno ribadito la loro ferma contestazione alla "logica di profitto" che attribuiscono alla società, contrapponendola allo slogan aziendale "Persone oltre le cose". La critica si è estesa anche al massiccio dispiegamento delle forze dell'ordine per consentire la distruzione di un bosco urbano, e all'atteggiamento dell'amministrazione comunale, che a loro dire ignorerebbe la volontà chiaramente espressa dalla cittadinanza in merito alla conservazione dell'area verde.
La mobilitazione dell'Assemblea Bosco Ospizio e l'avvio dei lavori
La vasta mobilitazione che ha caratterizzato l'area del Bosco Ospizio è strettamente connessa all'inizio dei lavori di riqualificazione previsti in questo spazio verde, di proprietà di Conad. Le operazioni hanno preso il via con l'ingresso delle ruspe nel bosco, scortate da un imponente dispositivo di forze di polizia. Queste ultime hanno provveduto ad allontanare dalla zona interessata dalle bonifiche i manifestanti che presidiavano l'area ininterrottamente da circa due mesi, cercando di impedire l'avanzamento del cantiere.
L'Assemblea Bosco Ospizio ha dettagliato la situazione, riferendo che all'alba le vie d'accesso all'area, in particolare su via Primo Maggio e il vialetto pedonale adiacente al Centro Busetti, erano bloccate da almeno tre camionette delle forze dell'ordine, schierate in assetto antisommossa.
Il comunicato dell'Assemblea ha specificato la presenza di agenti della Polizia di Stato, della Digos, dei Carabinieri e della Polizia Municipale, evidenziando la massiccia presenza delle autorità durante lo sgombero.