Un nuovo e significativo sviluppo ha caratterizzato l'inchiesta sulla tragica strage dei braccianti agricoli avvenuta ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Il fratello minore di uno dei due cittadini pakistani già arrestati a giugno per il quadruplice omicidio è stato sottoposto a fermo dalla Polizia. L'uomo è accusato, in concorso con gli altri due indagati, di intermediazione illecita, caporalato ed estorsione. Il provvedimento si inserisce direttamente nel filone investigativo collegato alla drammatica vicenda del primo giugno scorso, quando quattro lavoratori persero la vita all'interno di un van dato alle fiamme in un'area di servizio.

L'uomo fermato è stato identificato come Hassan Ali, di 27 anni. Dopo il quadruplice omicidio, Ali aveva fatto perdere le proprie tracce e, secondo le indagini, si era probabilmente spostato all'estero. Gli investigatori della Squadra mobile della Questura di Cosenza hanno monitorato i suoi spostamenti fino al rientro in Italia, bloccandolo e ritenendolo responsabile di caporalato al pari del fratello Raza Ali e di Safeer Ahmed, entrambi già in carcere.

L'udienza di convalida a Castrovillari

Nella mattinata del 12 ottobre 2026, Hassan Ali si è presentato davanti al giudice per le indagini preliminari (gip) del Tribunale di Castrovillari per l'udienza di convalida del fermo. Era assistito dall'avvocato Giovanni Brandi Cordasco Salmena, lo stesso legale che difende il fratello.

Nel corso dell'udienza, Hassan Ali si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande.

La pubblica ministero Roberta Bello ha richiesto la convalida del fermo e l'applicazione della custodia cautelare in carcere. La difesa, rappresentata dall'avvocato Salmena, si è opposta alla convalida, sostenendo che "i fatti non sono contestati in modo chiaro e non ci sono elementi che supportano la concorrenza dei due reati, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, e estorsione per una clausola di riserva chiarita dalla corte suprema". Il legale ha chiesto la revoca della misura in carcere o, in subordine, l'applicazione di una misura meno afflittiva. Il gip Orvieto Matonti si è riservato la decisione in merito.

Le vittime e il filone investigativo

La strage dei braccianti del primo giugno scorso ha causato la morte di quattro persone: tre cittadini afgani, Ullah Ismat Quiemi di 19 anni, Safi Iajad di 27 anni e Amin Fazal Khogjani di 28 anni, e il cittadino pakistano Waseem Khan di 29 anni. Il fratello di Hassan Ali, Ali Raza, di 32 anni, si trova attualmente in carcere insieme al connazionale Safeer Ahmed, entrambi accusati dell'omicidio dei quattro lavoratori.

Il filone investigativo collegato al