Il 17 ottobre 2026, a Mori, si è tenuto un confronto nazionale dedicato al futuro delle vie attrezzate, in occasione del cinquantenario. L'evento ha riaffermato l'orientamento della Sat (Società degli Alpinisti Tridentini) in merito alla gestione delle ferrate. La posizione del sodalizio è chiara: non si promuoverà la realizzazione di nuovi percorsi e ogni intervento sulle vie esistenti sarà valutato caso per caso. Questa linea d'azione include anche la possibilità di dismissione di percorsi laddove le opere necessarie alla loro manutenzione e sicurezza si rivelassero incompatibili con la tutela dell'ambiente montano.
Tale indirizzo era già stato delineato nelle linee di principio deliberate nel 2021.
La Sat, in quanto ente gestore, si occupa di 69 delle circa 90 ferrate presenti sul territorio trentino. Complessivamente, tra ferrate e sentieri attrezzati, il sodalizio cura un'estensione di 29,2 chilometri di infrastrutture. Accanto alla gestione e manutenzione dei percorsi, un aspetto fondamentale emerso durante il convegno di Mori è la necessità di una maggiore preparazione dei frequentatori, considerata un elemento cruciale per la sicurezza e la corretta fruizione delle vie attrezzate.
La situazione critica della ferrata di Montalbano
Un esempio emblematico delle sfide attuali è offerto dai dati relativi alla ferrata di Montalbano, situata appena sopra l'abitato di Mori.
Tra maggio 2010 e agosto 2026, il Soccorso Alpino ha registrato un totale di 48 interventi su questo percorso. Queste operazioni hanno richiesto l'impiego di 200 tecnici e circa 830 ore di lavoro complessive. Dopo la riapertura della ferrata nel 2014, le statistiche evidenziano che il 65% dei 34 soccorsi effettuati a persone è stato causato da sfinimento, malore o incapacità di proseguire. Le cadute, invece, hanno rappresentato il 26% degli interventi.
Analizzando ulteriormente i dati, dal 2015 si sono verificate sei cadute nei primi tre metri della ferrata, ciascuna delle quali ha provocato traumi alla caviglia. Un tragico incidente mortale si è registrato nell'ottobre 2023, quando un escursionista procedeva slegato all'uscita dell'ultimo tratto verticale.
È importante notare che, a seguito dei lavori di manutenzione del 2014, non sono più state segnalate chiamate di soccorso per caduta di sassi, indicando un miglioramento in questo specifico aspetto della sicurezza.
L'aumento dei frequentatori inesperti e le chiamate di soccorso
Johnny Zagonel, vicepresidente del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, ha evidenziato una correlazione diretta tra la gestione delle ferrate e l'incremento della frequentazione della montagna. Zagonel ha osservato che "negli anni è aumentato il numero di persone che frequentano la montagna, anche senza una particolare esperienza". Questa tendenza sottolinea l'importanza della preparazione dei frequentatori come fattore chiave, al pari della cura e manutenzione dei percorsi esistenti.
Il vicepresidente del Soccorso Alpino ha inoltre descritto le difficoltà più comuni riscontrate durante gli interventi di salvataggio. Ha spiegato che, rispetto al passato, si incontrano più spesso persone che, di fronte a un imprevisto o a un cambio repentino del tempo, manifestano incapacità di gestione della situazione. Questo scenario porta frequentemente a richieste di aiuto, evidenziando una lacuna nella capacità di autogestione e valutazione dei rischi da parte di alcuni escursionisti sulle vie attrezzate.