La Procura di Roma ha formalmente iscritto nel registro degli indagati circa una dozzina di persone, ampliando il perimetro delle indagini relative alle due missioni della Global Sumud Flotilla. Il procedimento, che si concentra sulla catena di comando delle autorità israeliane, vede coinvolti nomi di spicco del governo, tra cui il ministro della Difesa Israel Katz e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. L'annuncio, diffuso a Roma il 16 ottobre 2026, conferma l'estensione degli accertamenti a figure di alto livello.
L'iscrizione di Israel Katz, in qualità di ministro della Difesa, rappresenta un'evoluzione significativa nel fascicolo aperto sulle operazioni della Flotilla.
Questa inclusione si aggiunge a quella di Itamar Ben Gvir, già coinvolto nell'inchiesta, portando a due il numero degli esponenti governativi israeliani finiti sotto la lente della magistratura romana. Il dato centrale dell'indagine resta il numero complessivo degli indagati, stimato in una dozzina di individui, tutti riconducibili alla struttura di comando che avrebbe gestito le missioni.
L'inchiesta della Procura di Roma
Gli accertamenti condotti dalla Procura di Roma si focalizzano sulle due missioni della Global Sumud Flotilla e sulle condotte denunciate dai partecipanti alle spedizioni umanitarie. Gli esposti presentati dai volontari ipotizzano reati gravi, tra cui sequestro di persona, tortura, violazione del codice della navigazione e tentato omicidio.
Le accuse formulate negli atti richiamano specificamente il fermo delle imbarcazioni, la successiva detenzione degli attivisti e le modalità operative adottate durante l'intervento israeliano.
Il fascicolo d'inchiesta vede già la presenza di Itamar Ben Gvir, ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, come uno degli indagati. I magistrati dell'antiterrorismo di Roma sono incaricati di esaminare un'ampia mole di elementi probatori, incluse testimonianze dirette, materiale video e profili giuridici complessi, sia a livello nazionale che internazionale, tutti collegati alle denunce presentate dai partecipanti alla missione umanitaria. La posizione di Ben Gvir è emersa in relazione alle segnalazioni relative alle operazioni della Flotilla.
Le accuse mosse dagli esposti
Gli esposti presentati dai partecipanti alle missioni della Flotilla descrivono dettagliatamente il blocco delle imbarcazioni e la gestione successiva degli attivisti a bordo. Tra i fatti contestati figurano il fermo delle navi in acque internazionali, la detenzione prolungata dei partecipanti e le specifiche modalità operative attribuite alle autorità israeliane durante l'intervento. Le ipotesi di reato delineate negli atti includono, oltre al sequestro di persona e alla tortura, anche la violazione del codice della navigazione e il tentato omicidio, riferendosi direttamente alle condotte denunciate dai volontari. L'indagine mira a chiarire le responsabilità all'interno della catena di comando israeliana per gli eventi accaduti durante le missioni della Flotilla, estendendo ora il suo raggio d'azione a figure di alto profilo come il ministro della Difesa Israel Katz, oltre al già indagato ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, per un totale di circa dodici persone coinvolte nel procedimento giudiziario romano.