Milano, 1 ottobre 2026. Il caso di Garlasco torna al centro dell'attenzione giudiziaria con nuove rivelazioni che emergono dagli atti depositati dalla Procura di Pavia. Andrea Sempio, 38 anni, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, avrebbe manifestato l'aspettativa di finire nuovamente sotto indagine, sebbene collegasse tale eventualità all'uscita dal carcere di Alberto Stasi. Questa previsione è stata intercettata in una conversazione ambientale risalente allo scorso dicembre e ora inclusa nel fascicolo della nuova chiusura delle indagini.
Le recenti acquisizioni documentali, che includono intercettazioni ambientali con i familiari di Sempio, suggeriscono un'evoluzione nel quadro investigativo delineato dalla Procura.
Gli inquirenti sembrano voler superare la sola condanna di Stasi, attualmente detenuto a Bollate, per l'omicidio avvenuto a Garlasco. Il materiale depositato, infatti, arricchisce il contesto probatorio a carico di Sempio, indicando una potenziale nuova direzione nell'inchiesta.
La conversazione chiave, avvenuta pochi giorni prima di Natale, ha coinvolto Andrea Sempio e sua madre, Daniela Ferrari. Durante il dialogo, Sempio avrebbe riportato le parole di una cliente di origine romena, che in passato avrebbe lavorato nelle forze di Polizia in Romania. Questo spunto avrebbe portato Sempio a riflettere sulla possibilità di un suo nuovo coinvolgimento nelle indagini. La madre, dal canto suo, avrebbe espresso di aver sempre avuto il presentimento che la vicenda potesse riemergere.
A conferma di questa sensazione, Andrea Sempio avrebbe aggiunto: “ma quello lo dicevamo anche io e la Angela (Taccia, ndr) prima o poi, pensavo una volta che lui (Alberto Stasi, ndr) fosse uscito”.
Le intercettazioni nei nuovi atti della Procura
Il dossier depositato include anche un'altra intercettazione, risalente a circa due settimane prima della conversazione tra Sempio e la madre. In questo frangente, è il padre di Andrea, Giuseppe Sempio, a esprimere un forte sfogo. Le sue parole, riportate negli atti, contengono nette contestazioni riguardo al contenuto dell'inchiesta e agli accertamenti svolti. Tra le espressioni più significative figura il passaggio “le indagini sul niente”, con il quale Giuseppe Sempio avrebbe criticato la base delle investigazioni, richiamando anche la questione del DNA e mettendo in discussione l'origine e la validità degli approfondimenti investigativi.
L'inserimento di queste intercettazioni ambientali nel fascicolo della nuova chiusura delle indagini da parte della Procura di Pavia rappresenta un elemento centrale. Il contenuto delle conversazioni familiari, in particolare quelle tra Andrea Sempio e la madre Daniela Ferrari sulla previsione di un nuovo coinvolgimento dopo l'eventuale scarcerazione di Alberto Stasi, e lo sfogo del padre Giuseppe Sempio che contesta la validità degli accertamenti e del DNA, costituiscono ora parte integrante del materiale valutato dagli inquirenti. Queste carte, dunque, sono un pilastro della nuova chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco, delineando un quadro investigativo che continua a evolversi.