La vicenda di Salvatore Giordano, il giovane che perse la vita dopo essere stato colpito da un frammento di fregio caduto dalla Galleria Umberto I di Napoli, torna in aula. A distanza di anni dalla tragedia e dalle sentenze penali, la famiglia Giordano non ha ancora ricevuto alcun risarcimento. Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali dei familiari, hanno annunciato che è stata fissata una nuova udienza civile presso il Tribunale di Napoli per il prossimo 15 gennaio, davanti al giudice Ragosta, per ottenere giustizia economica.
I legali sottolineano come, a oltre tredici anni dal tragico evento, il ristoro atteso non sia ancora giunto.
L'azione legale mira a ottenere il risarcimento danni per responsabilità processuale aggravata, dopo un lungo periodo di attesa. Angelo e Sergio Pisani hanno ribadito il profondo dolore della famiglia, affermando che "nessuna somma potrà restituire Salvatore", ma il risarcimento è un passo fondamentale per la giustizia.
La battaglia legale: udienza civile e l'esposto alla Corte dei Conti
Questa nuova fase civile segue la conclusione del procedimento penale. Oltre all'udienza civile, gli avvocati della famiglia Giordano hanno annunciato la presentazione di un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti. L'iniziativa mira a far luce su responsabilità legate ai ritardi nel risarcimento e agli oneri per le casse pubbliche, inclusi interessi e spese.
In un ulteriore sviluppo, Angelo e Sergio Pisani hanno comunicato l'imminente pubblicazione di un libro-denuncia sulla vicenda. Il volume analizzerà le responsabilità, evidenziando il mancato ristoro economico lamentato dalla famiglia, nonostante le condanne penali e il percorso civile.
La tragedia della Galleria Umberto I e le condanne penali
Il drammatico evento che costò la vita a Salvatore Giordano risale al 5 luglio 2014. Il giovane, di Marano di Napoli, era con amici all'ingresso della storica Galleria Umberto I. Un frammento di fregio si staccò dalla facciata, colpendolo alla testa. Trasportato d'urgenza, Salvatore morì quattro giorni dopo per le ferite.
Il procedimento penale che ne seguì ha visto la Corte di Cassazione rendere definitive le condanne per Bruno Mariano ed Elio Notarbart.
Le sentenze hanno accertato le responsabilità penali per la morte del quattordicenne, ma la battaglia per il risarcimento della famiglia prosegue, evidenziando la complessità dei percorsi giudiziari.