Dopo quasi trent'anni di detenzione, Florian Egger, l'altoatesino noto come il "rambo di Lauregno", è tornato in libertà. La sua scarcerazione giunge 29 anni dopo la rapina del 12 giugno 1997 a Merano, in cui morì l'appuntato dei Carabinieri Candeloro Zamperini. Egger non farà ritorno in Alto Adige, scegliendo di vivere e lavorare come contadino in Sardegna, dove ha scontato gran parte della pena.
La vicenda è tornata d'attualità con un documentario di Rudy Kaneider ed Erich Grünbacher, trasmesso su Rai Südtirol. Nel film, il fratello Bernhard Egger ha ricostruito le conseguenze familiari della tragedia e il percorso di Florian dopo la condanna.
La rapina del 1997 e la condanna
Nel 1997, il 27enne Florian Egger rapinò una filiale della Cassa di Risparmio a Merano. Durante la fuga, fu intercettato da Candeloro Zamperini (fuori servizio); nello scontro, un colpo di pistola uccise il militare. La lunga latitanza gli valse il soprannome di "rambo di Lauregno"; Egger fu catturato a Limone sul Garda e condannato a 33 anni.
Il documentario ha anche rivelato un precedente traumatico: Florian Egger causò un incidente stradale mortale per un pedone. Conseguenze: revoca della patente e debiti per oltre 100 milioni di lire. Bernhard Egger ha ribadito l'importanza dell'assunzione di responsabilità: “deve assumersi le sue responsabilità”.
Le riflessioni del fratello Bernhard e il nuovo inizio
Il rapporto tra i fratelli durante la detenzione è esplorato. Nel 2022, Bernhard e familiari visitarono Florian in carcere. Bernhard ricorda quel colloquio: “ho avuto per la prima volta la sensazione che fosse cambiato”. La madre aveva chiesto ai figli di non abbandonarlo; il suo rientro in libertà è visto come una seconda occasione personale. La sua scelta post-scarcerazione conferma la volontà di non rientrare in Alto Adige, stabilendosi in Sardegna.