Un tragico incendio in una tenda adibita a rifugio per sfollati ad al-Mawasi, nell'area di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, ha causato la morte di due bambini. Contestualmente, quattro persone sono rimaste ferite da colpi d'arma da fuoco nel campo di al-Maghazi, situato nella parte centrale della Striscia. I fatti sono stati diffusi il 31 ottobre 2026.

Il tragico incendio nel rifugio di Khan Younis

Le vittime del rogo sono state identificate come Habiba Zannoun e Aysal Abu Shaiban. Entrambe hanno perso la vita nelle prime ore di sabato 31 ottobre 2026, a causa delle gravi ferite e ustioni riportate nell'incendio scoppiato la sera precedente.

L'episodio si è verificato in una tenda adibita a rifugio per sfollati ad al-Mawasi, a ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L'ospedale Nasser ha confermato il decesso dei due minori.

La tenda, che fungeva da riparo per persone sfollate, era situata nell'area di Khan Younis. Le informazioni disponibili non aggiungono dettagli sulle cause precise che hanno innescato l'incendio, né sulle modalità di spegnimento o sull'eventuale presenza di altri feriti nello stesso tragico evento. Il dato certo e confermato rimane la morte delle due bambine, sopraggiunta dopo il rogo della sera precedente.

Quattro feriti nel campo di al-Maghazi

Un secondo grave episodio è stato segnalato nel campo di al-Maghazi, situato nella Striscia di Gaza centrale.

Qui, quattro persone sono rimaste ferite a seguito di colpi d'arma da fuoco. Le vittime sono state soccorse e trasportate presso l'Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, la struttura sanitaria di riferimento per l'area. Le circostanze precise che hanno portato al ferimento non sono state ulteriormente specificate.

Il quadro degli eventi nella Striscia di Gaza, aggiornato il 31 ottobre 2026, delinea due distinti accadimenti. Da un lato, la tragica perdita di due vite nell'incendio del rifugio per sfollati a Khan Younis; dall'altro, il ferimento di quattro persone nel campo di al-Maghazi. Entrambi gli episodi sottolineano la fragilità della situazione e la costante emergenza umanitaria.