La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura distrettuale antimafia di Trento, confermando la revoca della custodia cautelare in carcere per Giulio Angelucci e Andreas Marri. La decisione è stata pronunciata a Bolzano il 12 ottobre 2026, alle ore 16:50. Angelucci, direttore dell’ufficio Gestione rifiuti dell’Agenzia provinciale per l’ambiente (Appa), e Marri, appartenente allo stesso ufficio, rimangono dunque in libertà per quanto concerne la fase cautelare dell’inchiesta denominata “Carbone delle Alpi”.
Il pronunciamento della Cassazione si allinea con una precedente decisione riguardante Flavio Ruffini, direttore dell’Appa, per il quale era stata confermata la misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per un anno.
Angelucci, Marri e Ruffini sono tra i diciannove indagati coinvolti nell’ampia indagine. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo includono l'attività organizzata per il traffico illecito transnazionale di rifiuti e la frode nel commercio, aspetti centrali dell’inchiesta.
Le decisioni del tribunale del riesame
L’indagine “Carbone delle Alpi” aveva portato, nel mese di maggio, all’arresto di dodici persone, poi finite in carcere. Tra queste figuravano cinque residenti in Alto Adige: oltre a Flavio Ruffini, Giulio Angelucci e Andreas Marri, erano stati coinvolti anche Andreas Tappeiner, presidente del consiglio di amministrazione della società Leeg, Hugo Trenkwalder, consigliere della medesima società, e Rupert Rosanelli, consulente ambientale.
Dopo sedici giorni di detenzione, il tribunale del riesame aveva disposto la liberazione di tutti gli indagati raggiunti dalla misura custodiale, revocando le misure coercitive.
La Procura aveva impugnato la decisione del riesame specificamente per quanto concerneva i tre dipendenti provinciali. Con il recente rigetto del ricorso relativo a Giulio Angelucci e Andreas Marri, la revoca della custodia cautelare in carcere per i due funzionari dell’ufficio Gestione rifiuti è stata definitivamente confermata. È importante sottolineare che le misure esaminate in questa fase riguardano esclusivamente l’aspetto cautelare del procedimento e non costituiscono in alcun modo un giudizio definitivo sulle accuse mosse.
Le motivazioni complete della Cassazione, che chiariranno i dettagli di questa pronuncia, sono attese nelle prossime settimane.
L’inchiesta ha coinvolto direttamente strutture provinciali come l'Agenzia provinciale per l'ambiente (Appa) e il suo ufficio Gestione rifiuti, evidenziando la complessità delle dinamiche legate alla gestione dei rifiuti e alle presunte irregolarità contestate nell'ambito dell'operazione “Carbone delle Alpi”.