A Lecce, la Polizia di Stato ha recentemente condotto un'operazione che ha portato all'arresto di un 26enne residente nella provincia di Taranto. L'uomo è accusato di essere il destinatario di un ingente carico di droga: ben dieci chili di hashish. La sostanza stupefacente è stata rinvenuta all'interno di un pacco sospetto, intercettato in un centro di spedizioni del Salento, precisamente nella sede leccese di una società di logistica. Insieme alla droga, il plico conteneva anche caffè in polvere e una cassa musicale portatile. Per il giovane, le autorità hanno disposto la misura degli arresti domiciliari, con l'applicazione del braccialetto elettronico.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Lecce, su richiesta della Procura locale, e rappresenta la conclusione di un'indagine meticolosa. L'attività investigativa, avviata dalla Squadra Mobile del capoluogo salentino, ha preso il via lo scorso 31 luglio, quando il pacco incriminato è stato individuato nella sede della società di spedizioni. Al suo interno, gli agenti hanno scoperto numerosi panetti di hashish, per un peso complessivo di dieci chilogrammi, accuratamente confezionati insieme a una cassa musicale portatile e residui di caffè in polvere, presumibilmente utilizzati per mascherare l'odore della droga.

Il rinvenimento del pacco sospetto

Il plico, intercettato nel centro di smistamento, aveva attirato l'attenzione degli operatori per un evidente taglio laterale. Questa anomalia permetteva di intravedere chiaramente i panetti di hashish custoditi all'interno, rendendo la natura illecita del contenuto immediatamente percepibile. La droga era stata confezionata nella stessa scatola insieme alla cassa musicale portatile e ai residui di caffè, un tentativo di occultamento che non è sfuggito agli accertamenti. Gli agenti della Squadra Mobile di Lecce hanno prontamente confermato la presenza e l'esatto peso dei dieci chili di hashish.

Le successive fasi delle indagini si sono concentrate sul tracciamento della spedizione e su approfondimenti investigativi mirati.

Queste attività hanno permesso di risalire al presunto destinatario del carico illecito, identificato nel 26enne residente nel Tarantino. Un contributo fondamentale all'identificazione del giovane è arrivato anche dall'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno fornito ulteriori elementi a carico dell'uomo, indicato come destinatario finale del pacco.

Le indagini coordinate dalla Procura

L'intera operazione ha avuto inizio con il rinvenimento del pacco sospetto presso la sede leccese della società di spedizioni. La Squadra Mobile di Lecce ha svolto un ruolo cruciale, conducendo gli accertamenti sul contenuto del plico e raccogliendo tutte le informazioni relative alla spedizione.

L'attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, che ha guidato le fasi procedurali fino alla richiesta del provvedimento restrittivo. Il giudice per le indagini preliminari ha poi firmato l'ordinanza, convalidando l'operato degli inquirenti.

La misura cautelare applicata al 26enne prevede, come detto, gli arresti domiciliari e l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Questa disposizione mira a garantire il controllo costante del soggetto in attesa delle successive fasi del procedimento giudiziario, sottolineando la serietà delle accuse a suo carico.