A Torino, il 15 ottobre 2026, un gruppo di docenti del liceo Berti ha espresso il proprio sostegno agli studenti che da diversi giorni stanno occupando l'istituto. Attraverso una lettera firmata, gli insegnanti hanno riconosciuto il significato profondo della protesta, sottolineando il valore dell'occupazione e chiedendo che venga pienamente rispettato il diritto degli studenti a partecipare al dibattito politico. La missiva, pur riconoscendo l'impegno degli studenti, ha anche richiamato la necessità di mantenere comportamenti responsabili e il dovuto rispetto per gli spazi scolastici.

“Crediamo valga la pena riconoscere il valore di questa esperienza”, si legge nella lettera dei docenti. Il documento lega esplicitamente il proprio appoggio alla mobilitazione all'intenso lavoro svolto dagli studenti durante l'occupazione. Gli insegnanti hanno osservato con attenzione l'operato di ragazzi e ragazze, anche molto giovani, di 15, 16 e 17 anni, impegnati nell'organizzazione di assemblee, nella stesura di interventi e discorsi, nella formulazione di proposte concrete e nel confronto diretto con la dirigente scolastica.

La posizione degli insegnanti

Nella loro analisi, gli insegnanti hanno evidenziato una contraddizione intrinseca alla vita scolastica contemporanea. Hanno sottolineato come quotidianamente agli studenti venga richiesto di essere partecipativi, idealisti e futuri cittadini consapevoli; tuttavia, nel momento in cui cercano attivamente uno spazio politico per esprimere le proprie idee e avviare un dibattito, si trovano di fronte a critiche e contestazioni.

Questa situazione, secondo la lettera, rappresenta una “profonda incoerenza” nel sistema educativo.

Le ragioni della mobilitazione studentesca, pienamente richiamate e sostenute dai docenti, includono la ferma richiesta di destinare le risorse economiche previste per il riarmo verso settori fondamentali come la scuola, la cultura e la sanità. Gli insegnanti hanno inoltre espresso il loro appoggio alle rivendicazioni relative al miglioramento delle condizioni degli edifici scolastici, con particolare attenzione alle strutture situate nelle periferie, e alla promozione di una didattica più inclusiva e accessibile a tutti.

Le attività durante l’occupazione

Durante il periodo di occupazione del liceo Berti, gli insegnanti hanno osservato e riferito l'organizzazione di un ricco programma di attività.

Tra queste, spiccano laboratori artistici, sessioni di lettura e analisi di giornali, incontri dedicati alle politiche di riarmo e alle recenti mobilitazioni sociali in Francia. Il programma ha incluso anche dibattiti approfonditi sulla complessa situazione in Palestina. La lettera dei docenti, in un equilibrio significativo, ha saputo coniugare il riconoscimento del valore formativo di questa esperienza con un costante richiamo alla cura e al rispetto degli ambienti scolastici.

Il liceo Domenico Berti è situato in via Duchessa Jolanda 27 bis, in una zona centrale di Torino, a poca distanza da piazza Bernini. Già il 13 ottobre 2026, due giorni prima della presa di posizione dei docenti, l'istituto era stato al centro dell'attenzione con studenti radunati fuori dai cancelli e la presenza di bandiere palestinesi esposte. Questo contesto evidenzia la continuità e l'intensità della mobilitazione studentesca nell'area.