Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, è intervenuto il 12 ottobre 2026 per commentare la classifica dell’Indice della criminalità 2026, che posiziona il capoluogo piemontese tra le grandi città italiane maggiormente colpite dall'incidenza dei reati denunciati. Il suo commento giunge in seguito alla pubblicazione dei dati relativi al 2025, un anno in cui, nel territorio della Città metropolitana di Torino, si è registrata una diminuzione del 4,3% dei reati segnalati alle autorità.

Lo Russo ha enfaticamente definito la sicurezza come un tema di primaria importanza, che esige responsabilità sia nelle dichiarazioni pubbliche sia nell'allocazione di risorse adeguate e nella capacità di produrre risultati concreti.

Per il sindaco, la sicurezza rappresenta un diritto inalienabile delle persone e, al contempo, un dovere imprescindibile delle istituzioni. La classifica annuale, secondo le sue parole, offre una fotografia della situazione che impone un'attenzione costante e un impegno responsabile da parte di tutti gli attori coinvolti.

Il dato di Torino e la centralità dei quartieri

Il calo del 4,3% dei reati denunciati, rilevato nel 2025 all'interno della Città metropolitana di Torino, è stato riconosciuto dal sindaco come un segnale positivo. Tuttavia, Lo Russo ha subito precisato che tale dato, pur incoraggiante, non può essere considerato sufficiente. Il primo cittadino ha infatti collegato indissolubilmente il tema della sicurezza alla qualità della vita quotidiana dei cittadini nei quartieri, sottolineando come in queste aree la criminalità e le diffuse situazioni di insicurezza continuino a rappresentare problemi reali che necessitano di risposte ancora più incisive e mirate.

Nel corso del suo intervento, il sindaco ha ribadito con forza: “La sicurezza è una cosa seria”. Ha poi aggiunto che, sebbene la diminuzione delle denunce sia un elemento che infonde ottimismo, la vera misurazione della sicurezza non può prescindere dalla possibilità per ogni cittadino di vivere serenamente e liberamente il proprio quartiere e, più in generale, la propria città, senza timori o limitazioni.

I quattro pilastri per una sicurezza integrata

Per affrontare la complessità del fenomeno e costruire una sicurezza autentica e duratura, Stefano Lo Russo ha individuato quattro ambiti fondamentali, veri e propri pilastri d'azione. Questi includono: le politiche comunali di cura e coesione sociale, essenziali per prevenire il disagio e rafforzare il tessuto comunitario; un presidio efficace delle forze dell’ordine sul territorio, garanzia di legalità e ordine; una sanità territoriale capillare e funzionale, capace di intercettare e gestire le fragilità; e infine, un sistema penitenziario che, oltre a garantire la sicurezza, sia orientato anche al reinserimento sociale dei detenuti.

Il sindaco ha evidenziato come questi ambiti, pur coinvolgendo diverse responsabilità istituzionali, debbano necessariamente agire in maniera sinergica e attraverso interventi coordinati per massimizzare l'efficacia delle azioni.

Il richiamo alla responsabilità istituzionale è stato accompagnato da un'esplicita menzione della necessità di disporre di risorse adeguate. Nel quadro complessivo delineato da Lo Russo, la sicurezza non si esaurisce nella mera analisi statistica del numero delle denunce, ma abbraccia una visione più ampia e integrata. Essa comprende attivamente il presidio del territorio, l'implementazione di interventi sociali mirati, la cura urbana degli spazi pubblici, una risposta sanitaria territoriale efficiente e il corretto funzionamento di un sistema penitenziario che includa, tra i suoi obiettivi primari, il percorso di reinserimento.