Maida, 8 ottobre 2026 – Due persone sono state arrestate in flagranza di reato dai carabinieri dei Nuclei Forestale di Girifalco e Catanzaro, con il supporto del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Catanzaro. L'operazione è avvenuta nel comune di Maida, in provincia di Catanzaro, dove i due sono stati sorpresi a prelevare abusivamente materiale lapideo dal letto del fiume Amato, in località Balzano. L'area interessata dall'intervento ricade in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, aggravando la natura illecita dell'azione.

Nel corso del sopralluogo, i carabinieri hanno accertato la sottrazione di materiale inerte dall'alveo del corso d'acqua. Hanno inoltre rilevato una deviazione artificiale del naturale deflusso delle acque del fiume Amato, causata dai lavori non autorizzati. Questo episodio evidenzia una duplice violazione: il prelievo illecito di materiale e le opere che hanno alterato l'equilibrio idrogeologico del fiume. L'intervento rientra nell'attività di monitoraggio per la salvaguardia del patrimonio naturale e la sicurezza idrogeologica del territorio.

L'operazione dei Carabinieri Forestali e del NIPAAF

All'operazione hanno partecipato i Nuclei Forestale di Girifalco e Catanzaro e il NIPAAF di Catanzaro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, territorialmente competente.

I militari hanno interrotto le attività abusive in corso nel letto del fiume e hanno proceduto all'arresto delle due persone colte in flagranza.

Oltre agli arresti, i carabinieri hanno disposto il sequestro preventivo di due mezzi d'opera. Questi veicoli erano stati utilizzati per il furto degli inerti e per le altre attività illecite accertate in località Balzano, dove il materiale lapideo veniva estratto illegalmente dall'alveo del fiume Amato. Il sequestro è stato un passo fondamentale per impedire la prosecuzione delle violazioni.

Convalida degli arresti e rito direttissimo

Il Tribunale di Lamezia Terme ha convalidato gli arresti eseguiti dai carabinieri, confermando la legittimità dell'operato.

Lo stesso Tribunale ha disposto di procedere nelle forme del rito direttissimo. La vicenda giudiziaria riguarda le due persone fermate durante il prelievo abusivo di materiale lapideo in un'area vincolata, sottolineando l'impegno delle autorità nel contrastare il degrado ambientale e tutelare il territorio.