La Corte d’Appello di Torino ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla procura di Aosta, confermando così l’assoluzione di Luca Dovigo, comandante del Corpo forestale della Valle d’Aosta. La decisione chiude un filone dell’inchiesta sul maxi incendio di Aymavilles del luglio 2023, che bruciò 115 ettari di terreno, distrusse due abitazioni e ne danneggiò una terza.
Dovigo era stato coinvolto con l’accusa di aver rivelato telefonicamente a un dirigente regionale, ora in pensione, la nomina di un consulente tecnico d’ufficio da parte del pm titolare dell’indagine sul rogo.
In primo grado, era stato assolto da tutte le accuse con la formula “perché il fatto non sussiste”. Nonostante l’assoluzione, la procura di Aosta aveva deciso di impugnare la sentenza.
La conferma dell'assoluzione per Dovigo
La svolta nel procedimento è arrivata l’8 ottobre 2026, quando il procuratore generale ha formalmente rinunciato all’appello. Questa rinuncia ha reso inammissibile il ricorso, confermando l’assoluzione di Dovigo. La decisione odierna chiude il procedimento per rivelazione di segreto istruttorio.
Nel filone processuale collegato al maxi incendio di Aymavilles, il pm Giovanni Roteglia aveva contestato a Dovigo la rivelazione di informazioni riservate dell’indagine a Falvio Vertui, all’epoca dirigente regionale, e alcune dichiarazioni in un’intervista sul luogo di origine dell’incendio.
Il contesto dell'incendio di Aymavilles
Il caso giudiziario si inserisce in uno dei diversi filoni dell’inchiesta sul maxi incendio di Aymavilles. Il rogo del luglio 2023 aveva interessato 115 ettari di terreno e causato gravi danni a diverse abitazioni: due furono distrutte e una danneggiata. L’accusa nei confronti di Dovigo non riguardava l’origine materiale dell’incendio, ma si focalizzava sulla presunta rivelazione di informazioni relative all’attività investigativa. L'assoluzione in primo grado del comandante del Corpo forestale della Valle d'Aosta è stata ora confermata in via definitiva.