Un'importante operazione dei Carabinieri ha portato alla scoperta e al sequestro di una vasta piantagione di marijuana in una zona impervia di San Mango sul Calore, in provincia di Avellino. L'intervento, riferito il 6 ottobre 2026, si è concluso con l'arresto di due uomini, un 45enne e un 54enne, entrambi originari di Somma Vesuviana. Nell'area, i militari hanno individuato circa 80 piante di cannabis, la cui altezza variava tra i due e i quattro metri, e un casolare con oltre 17 chili di foglie in essiccazione.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Avellino, hanno permesso di ricostruire i ruoli dei due indagati.

La coltivazione sarebbe stata impiantata e curata dal 45enne per conto del 54enne, suo concittadino, già destinatario di un decreto di fermo al quale era riuscito a sottrarsi. Entrambi sono stati assicurati alla giustizia nell'ambito di questa complessa operazione.

Dettagli dell'operazione e i ritrovamenti

Le attività investigative, avviate dalla Procura di Avellino a partire dal 30 settembre, hanno condotto al primo arresto a San Mango sul Calore. Qui, il 45enne è stato colto in flagranza mentre prelevava infiorescenze dalla coltivazione. Quest'ultima era situata in località Poppano, un'area particolarmente impervia e di difficile accesso, scelta probabilmente per occultare l'attività illecita.

Le successive verifiche hanno esteso l'indagine fino a Chiusano San Domenico, dove è stata individuata un'abitazione rurale in disuso, ritenuta collegata ai due arrestati. All'interno di questo casolare, i militari hanno rinvenuto oltre 17 chili di foglie di marijuana in fase di essiccazione. Questa ingente quantità di sostanza stupefacente è stata ricondotta direttamente all'attività di coltivazione contestata ai due uomini.

L'entità del sequestro e il valore sul mercato

La piantagione di marijuana era stata allestita con un sofisticato sistema di irrigazione e concimazione, alimentato direttamente dalle acque del fiume Calore. Tale struttura era essenziale per la crescita delle piante, che raggiungevano altezze considerevoli.

Dopo la scoperta, l'intera coltivazione è stata immediatamente sequestrata ed estirpata dai Carabinieri.

Il potenziale raccolto di questa maxi-piantagione è stato stimato in oltre undici quintali di sostanza stupefacente. Una volta immessa sul mercato dello spaccio, questa quantità di droga avrebbe potuto generare un ricavo illecito superiore a 400 mila euro. L'operazione ha visto il coinvolgimento dei Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, supportati dai colleghi della Compagnia di Montella e del Comando Provinciale di Napoli, a testimonianza della complessità e dell'ampiezza dell'intervento.