Il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) di Caltanissetta, Santi Bologna, ha archiviato il procedimento a carico dell’ex pubblico ministero Gioacchino Natoli, indagato per favoreggiamento a Cosa nostra. L’accusa era legata all’ipotesi di un presunto insabbiamento del cosiddetto dossier mafia-appalti, un’indagine considerata dagli inquirenti nisseni una delle concause delle tragiche stragi di Capaci e via D’Amelio del 1992, nelle quali persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il provvedimento di archiviazione, emesso a Palermo il 6 ottobre 2026, ha dichiarato le accuse contro l’ex magistrato infondate.

Nel decreto, il giudice Bologna ha specificato che “la notizia di reato è infondata alla luce del parametro della ragionevole previsione di condanna”. Il Gip ha inoltre richiamato il dato temporale dei fatti contestati, risalenti al 1991, indicandoli come ampiamente prescritti. Per il giudice, non sono emersi elementi sufficienti a sostenere una prospettiva di condanna per Natoli, accusato di aver favorito Cosa nostra attraverso il mancato sviluppo dell’indagine su mafia e appalti.

Il ruolo di Natoli e il dossier mafia-appalti

Il decreto del Gip ha analizzato il ruolo attribuito all’ex pm nella gestione dell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nel sistema degli appalti pubblici. Il giudice ha evidenziato che Natoli non avrebbe compreso la reale importanza di quell’indagine, ritenendo che non vi credesse, sia per propria iniziativa sia su consiglio di altri, oppure che non fosse in grado di valorizzarla adeguatamente.

Il provvedimento ha indicato che l’ex magistrato si sarebbe limitato a investigare il meno possibile.

È stato inoltre escluso che siano emerse prove di rapporti tra Natoli e l’imprenditore mafioso Antonino Buscemi, che l’accusa indicava tra i soggetti che avrebbero beneficiato dell’insabbiamento dell’inchiesta. Questo elemento ha contribuito alla valutazione complessiva sulla mancanza di un quadro probatorio sufficiente a sostenere l’accusa di favoreggiamento.

Le posizioni di Pignatone e il filone delle stragi

L’indagine aveva precedentemente coinvolto anche l’ex pm Giuseppe Pignatone, anch’egli accusato di favoreggiamento alla mafia. La sua posizione era già stata archiviata per insufficienza di prove. Nel decreto relativo a Natoli, il giudice Bologna ha chiarito ulteriormente, affermando che “non vi è prova di qualsiasi accordo, anche implicito tra il dott. Natoli e il dott. Pignatone”.