Il centro di Milano è stato teatro di gravi scontri e saccheggi il 17 ottobre 2026, durante una manifestazione denominata “Italia in piazza”. I disordini, che hanno interessato in particolare l'area di piazza Duomo e il vicino corso Vittorio Emanuele, hanno portato al danneggiamento e al saccheggio di diversi negozi, gettando un'ombra sulla giornata.

Tra le attività commerciali più colpite figurano nomi noti come Nike, Foot Locker e Rinascente. I primi segnali di violenza si sono manifestati già prima dell'inizio della manifestazione, con la Nike che ha subito danni.

L'episodio più eclatante ha riguardato il punto vendita Foot Locker, la cui vetrina è stata sfondata, consentendo ai manifestanti di saccheggiare l'interno. Anche la Rinascente, prestigioso grande magazzino situato nella stessa centrale area commerciale, ha riportato danni significativi.

I danni e i saccheggi nel cuore commerciale di Milano

Le vie dello shopping milanese, in particolare corso Vittorio Emanuele, sono state il fulcro degli atti vandalici. La sequenza degli eventi ha visto prima il danneggiamento della facciata della Nike, poi la rottura della vetrina e il conseguente saccheggio del negozio Foot Locker. Contemporaneamente, anche la Rinascente è stata oggetto di attacchi. Questi episodi si sono inseriti in un contesto di violenza diffusa che ha coinvolto l'intera area di piazza Duomo e le sue immediate vicinanze, trasformando il cuore pulsante del commercio milanese in uno scenario di caos.

La zona interessata, che comprende il cuore commerciale e turistico di Milano, è stata profondamente segnata dai disordini. Piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele, solitamente brulicanti di vita e attività, sono stati invasi dagli scontri, con negozi e spazi pubblici coinvolti insieme alle vie limitrofe al percorso del corteo. L'impatto visivo dei danni è stato notevole, con vetrine infrante e merci disperse, testimonianza della furia degli eventi.

Il degenerare della manifestazione e la risposta delle forze dell'ordine

La manifestazione del 17 ottobre 2026, inizialmente indetta per protestare contro le guerre e l'aumento del costo della vita, ha purtroppo preso una piega violenta. Dopo un avvio apparentemente pacifico, alcuni individui, molti dei quali mascherati, hanno iniziato a lanciare oggetti come pietre e blocchi di pavimentazione contro la polizia in assetto antisommossa.

Nel centro di Milano, la situazione è rapidamente degenerata: oltre ai saccheggi nei negozi, sono state incendiate barricate improvvisate con tavoli da bar, creando un clima di forte tensione e pericolo.

Per ristabilire l'ordine pubblico, le forze dell'ordine sono intervenute con decisione, utilizzando idranti e gas lacrimogeni per disperdere la folla. Le immagini successive agli scontri hanno evidenziato la gravità della situazione, mostrando anche un'auto dei carabinieri gravemente danneggiata. Il bilancio provvisorio degli incidenti ha registrato almeno due agenti feriti e circa 50 manifestanti fermati, tra cui un numero significativo di minorenni, a testimonianza della vasta portata e della violenza degli scontri che hanno scosso la città.