Sette persone sono indagate per la morte di Andrea Di Risio, 21 anni, studente universitario, deceduto il 15 ottobre 2026 a Scerni (Chieti) mentre lavorava alla Cantina San Panfilo. La Procura di Vasto ipotizza omicidio colposo e violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro. Il giovane è stato colpito alla testa da un componente meccanico – una “vite senza fine” o elica – mentre puliva un silos. Il macchinario è stato sequestrato. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, prevede lunedì il conferimento dell’incarico al medico legale Pietro Falco per l’autopsia.
Dinamica dell'incidente
La prima ricostruzione indica l’incidente poco prima delle 6, al termine del turno notturno. Andrea Di Risio stava pulendo un vinificatore sopraelevato per rimuovere residui. Altri lavoratori erano presenti. Il componente del silos è una coclea a forma di chiocciola che ruotava nel serbatoio.
Sul luogo sono intervenuti Carabinieri, 118, Vigili del Fuoco, Ispettorato Lavoro e Asl. I soccorsi non hanno potuto evitare il decesso. La salma, dopo ispezione, è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Chieti per l’autopsia.
Indagini e sequestri
I Carabinieri hanno avviato accertamenti per ricostruire la dinamica e chiarire le cause. Sono stati ascoltati i colleghi. Il silos e il meccanismo collegato sono stati analizzati; il serbatoio è stato posto sotto sequestro.
L’attività della cantina si è fermata dopo l’incidente. La struttura conta 700 soci. Andrea Di Risio, lavoratore stagionale con regolare contratto, era studente di Scienze Motorie all’università d’Annunzio di Chieti e avrebbe compiuto 22 anni a novembre.