Un container, partito da Padova e destinato al porto di Rotterdam per poi proseguire via nave verso l’Africa, è stato sequestrato al Centro interportuale merci di Novara. L’operazione, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (NIPAAF) di Novara, ha rivelato la presenza di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e altri materiali non conformi alla documentazione di trasporto. Il caso, emerso a Novara l’8 ottobre 2026, si è concluso con il sequestro dell’intero carico e la denuncia di due individui alla procura di Novara.
Tra i materiali rinvenuti all’interno del container figurano numerosi schermi piatti, televisori, componenti di condizionatori ed elettrodomestici vari. Le condizioni in cui si trovavano questi oggetti ne hanno determinato la classificazione come veri e propri rifiuti. Per tale ragione, la loro esportazione all’estero avrebbe richiesto una specifica autorizzazione da parte degli uffici doganali, subordinata alla certificazione del rispetto delle rigorose normative in materia di inquinamento e smaltimento. La verifica approfondita ha riguardato un carico in transito nell’interporto novarese, la cui destinazione finale prevedeva l’uscita dal territorio italiano attraverso il porto olandese di Rotterdam, un importante snodo per le spedizioni internazionali.
Il controllo al Centro interportuale merci di Novara
L’ispezione del container ha rivelato la presenza non solo dei RAEE, ma anche di due furgoni usati, ancora provvisti di targa italiana e regolarmente immatricolati al Pubblico registro automobilistico. Anche per questi veicoli è stata accertata l’irregolarità della spedizione verso il continente africano, in quanto non dichiarati correttamente. Oltre a ciò, il carico includeva una varietà di altri oggetti: masserizie, numerosi pneumatici, pezzi di ricambio per veicoli e diverse casse di alcolici. Le bevande alcoliche, in particolare, rientrano tra le merci soggette a specifiche accise e dazi doganali, un elemento che ha ulteriormente aggravato il quadro delle difformità riscontrate durante le verifiche sul contenuto effettivo del container.
L’intervento delle autorità è scattato in seguito a un’attenta comparazione tra quanto dichiarato nei documenti di trasporto ufficiali e la realtà del contenuto rinvenuto all’interno del container. La palese difformità rispetto alla lettera di vettura ha immediatamente portato al blocco dell’intero carico. Alle complesse operazioni di controllo hanno preso parte i carabinieri del NIPAAF di Novara, che si sono avvalsi del supporto tecnico di Arpa Novara per una verifica specialistica dei materiali presenti nel cassone. Grazie a questa sinergia, il container non ha potuto proseguire il suo percorso illegale verso Rotterdam, bloccando così un’esportazione illecita di rifiuti e altri beni non conformi.
Le denunce alla procura di Novara per esportazione illecita
Gli accertamenti successivi al sequestro hanno permesso di identificare i soggetti responsabili. Le indagini hanno portato all’individuazione del mittente della spedizione e del proprietario dei furgoni. Entrambi sono stati formalmente denunciati alla procura di Novara per esportazione illecita di rifiuti e per le altre irregolarità riscontrate nel trasporto. L'intervento delle autorità ha bloccato un tentativo di traffico illegale di merci, evidenziando l'efficacia dei controlli intermodali nel contrastare la violazione delle normative ambientali e doganali, a tutela dell’ambiente e della legalità internazionale.