Il collettivo studentesco Osa ha annunciato una mobilitazione per domani, venerdì 16 ottobre 2026, a Roma. L'iniziativa prevede un preconcentramento alle ore 8:30 in piazza dell’Esquilino, da cui partirà un corteo diretto verso la sede del Ministero dell’Istruzione. Questa protesta si inserisce in un contesto di crescenti agitazioni, con occupazioni, assemblee e scioperi che hanno già interessato numerosi istituti sia a Roma che in altre città italiane.
La giornata di mobilitazione è presentata dal collettivo come un momento chiave di una più ampia fase di protesta studentesca.
Lo slogan diffuso da Osa, “Le occupazioni e le mobilitazioni lo dimostrano: Valditara bocciato dagli studenti! || 16 arriviamo al Ministero dell'Istruzione!”, evidenzia la forte critica alle attuali politiche scolastiche. Il collettivo ha descritto le scuole di Roma e del Paese come una “vera e propria polveriera pronta ad esplodere”, un'immagine che riflette l'ondata di proteste in atto.
Tra i principali temi sollevati dalla protesta figurano il degrado delle strutture scolastiche, la percepita mancanza di fondi e risorse, lo svuotamento del diritto allo studio e quella che gli studenti definiscono una “stretta repressiva” all'interno degli istituti. Queste problematiche sono al centro delle rivendicazioni del collettivo.
La protesta studentesca e le sue connessioni
La mobilitazione del 16 ottobre, nelle intenzioni di Osa, convergerà in uno sciopero studentesco, portando le istanze direttamente sotto il Ministero dell’Istruzione. Il collettivo ha sottolineato la partecipazione degli studenti alle azioni dei giorni precedenti, citando esempi di istituti che hanno scelto di scendere in piazza o di intraprendere occupazioni. Nel testo diffuso dal gruppo, viene richiamato anche l'esempio delle mobilitazioni sociali osservate in Francia e in altri Paesi europei, collegando la protesta alla rivendicazione di un ruolo attivo della gioventù studentesca nella definizione del proprio futuro.
Osa ha inoltre inserito la giornata del 16 ottobre nel più ampio percorso verso lo sciopero generale del 30 ottobre, evidenziando un'alleanza con i lavoratori.
La denuncia del collettivo si estende anche al clima interno agli istituti, dove, secondo gli studenti, la scuola pubblica sta assumendo la forma di un “modello sempre più militarizzato”. La risposta istituzionale è descritta come orientata a reprimere il dissenso. Il focus della mobilitazione rimane saldamente centrato sul mondo scolastico, sulle condizioni degli edifici e sulla partecipazione degli studenti alle proteste in corso.