Palermo ha ospitato, il 2 ottobre 2026, un significativo corteo che ha visto la partecipazione di migliaia di studenti, uniti nel ricordo dei bambini uccisi a Gaza. L'iniziativa, svoltasi in occasione della Giornata internazionale della nonviolenza, ha attraversato la periferia nord-ovest della città, snodandosi dal quartiere Cep fino a Borgo Nuovo. I giovani partecipanti, riconoscibili dalle loro magliette bianche, hanno sfilato in silenzio, senza bandiere né striscioni, focalizzando l'attenzione su un potente simbolo: il sudario della memoria.
Questa imponente tela bianca, lunga settanta metri, recava impressi i nomi delle vittime, trasformandosi nel cuore pulsante della manifestazione.
Secondo le stime degli organizzatori, circa cinquemila bambini e ragazzi, di età compresa tra i 3 e i 18 anni, hanno preso parte all'evento. Il lungo sudario è stato sorretto a turno dagli studenti, che ne hanno accompagnato il percorso attraverso le strade palermitane. L'iniziativa ha voluto richiamare l'attenzione sul tragico massacro di oltre 18.500 bambini a Gaza, scegliendo il sudario con i nomi raccolti come l'unico e più eloquente segno visibile per onorare e non dimenticare le vittime.
Il percorso simbolico dalla periferia al cuore della comunità
La marcia ha preso il via da via Paladini, nel quartiere Cep, intorno alle ore 9:00, per concludersi in piazza San Paolo, a Borgo Nuovo, alle ore 11:00. Il corteo ha coinvolto attivamente le scuole della zona, portando il messaggio di pace e memoria in un'area della città che i promotori hanno specificamente indicato come una periferia segnata da marginalità sociale, da significative difficoltà territoriali e dalla presenza di problematiche anche di natura criminale. Questa scelta ha conferito all'evento un ulteriore strato di significato, collegando la sofferenza lontana a contesti di disagio locale.
La mattinata si è arricchita di interventi artistici e musicali, interamente dedicati ai temi della pace e del riscatto sociale.
Alla conclusione della manifestazione, sul palco si sono esibiti Dario Mangiaracina, Serena Ganci e Martina Cirri, accompagnati dalla chitarra di Elisa Zimbardo. Le loro performance hanno proposto brani di Rosa Balistreri, aggiungendo un tocco culturale profondo e radicato nella tradizione siciliana all'omaggio collettivo.
La rete scolastica promotrice del sudario della memoria
Il progetto del sudario della memoria affonda le sue radici nell'impegno pedagogico dell'Istituto superiore Giorgio La Pira di Pozzallo, sotto il coordinamento del professore Giovanni Susino. A Palermo, l'iniziativa è stata promossa e sostenuta da una vasta rete di istituti comprensivi. Tra questi figurano il Saladino, il Cruillas, il Rita Levi Montalcini, il Russo Raciti, il Michelangelo Buonarroti, il Tomasi di Lampedusa Boccadifalco, l'Ascione e l'Uditore Setti Carraro.
A questa rete iniziale si sono unite, nel corso del tempo, anche altre scuole, ampliando la portata e il coinvolgimento della comunità educativa.
I promotori dell'evento hanno sottolineato con forza il ruolo cruciale dell'istituzione scolastica, dichiarando che "La scuola non può essere spettatrice inerme della guerra e dei bombardamenti". Giusto Catania, preside dell'istituto Giuliana Saladino, ha aggiunto una riflessione sul contesto locale, affermando: "Qui siamo in una zona di periferia e spesso quello che accade nel". Questa dichiarazione, seppur incompleta, ha evidenziato la volontà di connettere le problematiche globali con le realtà quotidiane del territorio.