Un giovane di 19 anni, residente nel Pavese e ritenuto vicino ad ambienti skinhead radicali, è stato arrestato dalla Polizia di Stato il 14 ottobre 2026. L'arresto è avvenuto a seguito di una perquisizione che ha portato al ritrovamento di armi da fuoco e abbondante materiale neonazista. Il giovane è indagato per propaganda e istigazione a delinquere, con l'aggravante della discriminazione razziale, etnica e religiosa. L'indagine che ha condotto a questo arresto trae origine dagli approfondimenti investigativi su un altro estremista, anch'esso residente nel Pavese, arrestato il 22 aprile 2026.
Quest'ultimo era considerato l'amministratore di una chat denominata Terza Posizione.
La perquisizione, eseguita nella mattinata del 14 ottobre 2026 su delega della Procura di Milano, è stata condotta dagli agenti della Digos. Durante l'operazione, sono stati sequestrati numerosi oggetti pericolosi: due pistole, un fucile automatico Marocchi modello SM66 calibro 9 Flobert, oltre a diverse armi bianche e altri strumenti atti a offendere. Nel dettaglio, tra il materiale rinvenuto figurano due sciabole, svariati coltelli e pugnali, un tirapugni, un'ascia, un martello e un manganello.
Materiale neonazista e propagandistico
All'interno della camera da letto del diciannovenne, gli investigatori hanno scoperto un vasto assortimento di materiale di propaganda neonazista.
Tra gli oggetti sequestrati figurano riproduzioni e manuali dedicati a Hitler e Mussolini, bandiere nazionalsocialiste con la svastica, una maschera riconducibile ad ambienti virtuali eversivi e altro materiale propagandistico che esibiva croci celtiche e simboli delle SS. Questi ritrovamenti hanno ulteriormente rafforzato il collegamento del giovane con gli approfondimenti investigativi avviati in seguito all'analisi del dispositivo sequestrato nell'ambito dell'inchiesta del 22 aprile 2026, legata alla chat Terza Posizione.
Gli approfondimenti investigativi sono stati condotti dalla Sezione antiterrorismo della Digos di Milano, con il prezioso supporto della Digos di Pavia e della Direzione centrale della polizia di prevenzione.
L'analisi del dispositivo sequestrato in precedenza ha rivelato importanti elementi riguardanti il diciannovenne, successivamente confrontati con i contenuti diffusi attraverso il suo profilo social. Da questi ultimi sono emerse posizioni skinhead radicali ed esternazioni di chiara matrice violenta e discriminatoria.
L'arresto e la posizione giudiziaria
Nel corso delle indagini, gli investigatori avevano già raccolto elementi significativi che suggerivano la possibile disponibilità di armi da fuoco da parte del giovane, un'ipotesi poi pienamente confermata dalla perquisizione. Dopo l'arresto, il diciannovenne è stato trasferito nel carcere di Voghera, su disposizione della Procura di Pavia. La sua posizione giudiziaria è ora in attesa della convalida dell'arresto da parte del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP).