Una nuova e significativa udienza si è tenuta il 12 ottobre 2026 a Trento per il processo Perfido 2, un complesso procedimento giudiziario che indaga sui presunti legami della locale ’ndranghetista con il mondo politico e imprenditoriale trentino. Davanti alla giudice Elsa Vesco, nella sala Falcone e Borsellino del tribunale di Trento, si è proceduto alla cruciale fase di definizione dei riti per gli imputati, identificati come “colletti bianchi”, coinvolti nel secondo filone di questa estesa vicenda giudiziaria.
Nel corso dell'udienza, un gruppo di sei imputati ha richiesto di procedere con il rito abbreviato, una scelta processuale che prevede tempi più rapidi e, in caso di condanna, uno sconto di pena.
Questi sono Filippo Gioia, Vittorio Giordano, Domenico Morello, Bruno Groff, Roberto Dalmonego e Roberto Dandrea. Altri nove imputati hanno invece optato per il rito ordinario, che implica un dibattimento completo: Alessia Nalin, Pietro Denise, Saverio Arfuso, Nunzio Cipolla, Alfonso Fabrizio Amato, Luigi Sperinini, Mustafà Arafat, Francesco Favara e Mauro Ottobre. Questa chiara ripartizione mantiene distinti i percorsi processuali scelti dai singoli imputati, delineando le diverse strategie difensive adottate.
Le Prossime Tappe del Procedimento
Il calendario processuale prevede già le prossime tappe fondamentali per il prosieguo del giudizio. La successiva udienza è fissata per il 14 dicembre 2026, data in cui è prevista la prova contraria del pubblico ministero in merito alle scelte processuali effettuate dagli imputati.
La discussione finale del caso è invece programmata tra il 22 e il 23 febbraio 2027. L'udienza del 12 ottobre ha dunque segnato un passo importante nella fase di udienza preliminare, definendo in modo più preciso il quadro procedurale per i soggetti coinvolti nel secondo filone del processo.
Il Contesto del Filone Perfido 2
Il secondo filone del processo Perfido 2 vede coinvolte complessivamente 15 persone imputate, accusate di essere presunte complici di una cellula ’ndranghetista che, per oltre vent’anni, sarebbe rimasta attiva e radicata nel cruciale settore del porfido trentino. Questa complessa vicenda giudiziaria affonda le sue radici in una maxi inchiesta condotta dalla Procura di Trento, la quale ha già portato a otto condanne definitive per associazione a delinquere di stampo mafioso, evidenziando la gravità del fenomeno.
Tra gli imputati di questo secondo filone figurano diverse figure di rilievo pubblico e professionale, la cui presenza sottolinea la pervasività dei presunti legami: due ex sindaci, un ex deputato, tre carabinieri, oltre a numerosi imprenditori e amministratori locali. Il procedimento, prima dell'udienza del 12 ottobre, era ancora fermo alla fase di udienza preliminare, dopo aver subito due anni di ritardi e slittamenti burocratici che ne avevano rallentato l'iter.