Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato che non esistono elementi concreti che dimostrino una manipolazione esterna dei giovani coinvolti nelle recenti violenze a Milano. L'annuncio è giunto il 21 ottobre 2026, al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi nel capoluogo lombardo.

Piantedosi ha affrontato l'ipotesi di una "regia" dietro gli scontri del weekend precedente, sottolineando l'assenza di riscontri in tal senso. La sua posizione è stata riassunta nella formula “Nessuna evidenza” riguardo a una possibile strumentalizzazione dei giovani.

Il titolare del Viminale ha evidenziato il contrasto tra la spontaneità dei ragazzi e l'organizzazione delle azioni violente tramite i social media, pur ribadendo l'assenza di prove di manipolazione dall'esterno.

Le dichiarazioni del ministro sull'ordine pubblico

Nel corso della riunione milanese, il ministro ha ribadito che, nonostante l'organizzazione via social delle violenze, “non vi è alcuna evidenza” di una manipolazione esterna. Il punto cruciale rimane l'assenza di riscontri su una direzione esterna, pur riconoscendo elementi organizzativi legati all'uso delle piattaforme digitali. L'intervento di Piantedosi segue i gravi disordini che hanno interessato la città, alimentando il dibattito sulla possibile esistenza di una "regia" dietro gli incidenti.

Il contesto dei disordini a Milano

Nei giorni precedenti, il centro di Milano è stato teatro di estesi disordini, che hanno portato al fermo di oltre 200 giovani, molti dei quali minorenni. Le violenze si sono concentrate in aree centrali come San Babila, via Torino, piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele. Qui si sono verificati lanci di oggetti contro le forze dell’ordine, ingenti danneggiamenti, vetrine di negozi devastate, veicoli colpiti e saccheggi.

La dinamica degli scontri ha visto piccoli gruppi di individui incappucciati muoversi rapidamente, attaccando arredi urbani, vetrine e automobili. La significativa percentuale di minori tra i fermati ha evidenziato una preoccupante partecipazione giovanile a questi atti di vandalismo e violenza.