A Palmoli, il 17 ottobre 2026, si è tenuto un importante chiarimento sulla complessa vicenda della famiglia nel bosco. L’avvocato Simone Pillon, legale di fiducia della coppia anglo-australiana Nathan e Catherine, ha illustrato la posizione dei genitori riguardo alla delicata questione della frequenza scolastica pubblica dei loro tre figli. La dichiarazione giunge in un momento cruciale del procedimento che li vede coinvolti davanti al Tribunale dei minorenni dell’Aquila. Il fulcro del chiarimento verte sull’iscrizione dei bambini alla scuola pubblica, una disposizione esplicita del Tribunale, e sul rapporto di tale obbligo con la persistente richiesta dei genitori di proseguire il percorso di homeschooling, noto anche come scuola parentale.
Pillon ha dettagliato il percorso educativo dei minori, sottolineando che i bambini devono continuare la loro istruzione. La figlia maggiore ha iniziato il suo cammino scolastico quattro anni fa, mentre i più piccoli hanno intrapreso l'apprendimento l'anno precedente. Il legale ha ribadito che l’istruzione può essere impartita in due modalità distinte: attraverso l’homeschooling, gestito direttamente dai genitori presso il domicilio familiare e culminante in un esame finale volto ad attestare le competenze acquisite, oppure tramite l’inserimento nella scuola pubblica. La questione legata alla scelta e alla modalità del percorso scolastico rimane, infatti, uno degli aspetti centrali e più dibattuti all’interno del procedimento giudiziario che interessa la famiglia.
La disposizione del Tribunale sulla scuola pubblica: rispetto e ricorso
In merito alla specifica disposizione del Tribunale, l’avvocato Pillon ha affermato con chiarezza che i genitori sono fermamente intenzionati a rispettare l’indicazione sulla scuola pubblica. “Il Tribunale ha disposto che si iscrivano i bambini alla scuola pubblica e i genitori intendono rispettare questa disposizione del Tribunale”, ha dichiarato esplicitamente Pillon, evidenziando la volontà di conformarsi alle decisioni giudiziarie. Il legale ha inoltre precisato che tale impegno sarà mantenuto anche nell’eventualità di un rientro definitivo dei figli in famiglia. Tuttavia, ha aggiunto che, parallelamente a questo rispetto, i genitori continueranno a perseguire, nelle sedi giudiziarie competenti, l’autorizzazione a proseguire con il modello educativo dell’homeschooling, che ritengono più idoneo per i loro figli.
La strategia legale e la posizione dei genitori, così come delineate dal loro rappresentante, combinano dunque due aspetti fondamentali: da un lato, l’adesione scrupolosa alla disposizione del Tribunale che impone l’iscrizione alla scuola pubblica; dall’altro, la legittima e continua richiesta di ottenere l’autorizzazione per la scuola parentale. Pillon ha indicato quali possibili sedi per tale richiesta il Tribunale stesso, la Corte d’Appello o il giudice specificamente competente per la materia. Con un’ulteriore enfasi sulla serietà dell’intento, il legale ha concluso il suo chiarimento con una dichiarazione perentoria: “Su questo voglio essere assolutamente chiaro: mamma e papà si atterranno alle regole nel modo più scrupoloso”.
Questa affermazione sottolinea la determinazione della coppia a seguire le normative, pur mantenendo viva la loro istanza.
Il rientro dei figli per il fine settimana
Il caso in oggetto coinvolge direttamente Nathan e Catherine, i genitori di nazionalità anglo-australiana, ai quali il Tribunale dei minorenni dell’Aquila aveva precedentemente sospeso la responsabilità genitoriale nel novembre dello scorso anno. Tale provvedimento aveva comportato il conseguente trasferimento dei tre figli.