La Protezione civile valdostana ha preso parte con la propria colonna mobile regionale al significativo Raduno interregionale del volontariato di Protezione civile del Nord Italia, svoltosi a Gemona del Friuli. L’iniziativa, organizzata dalla Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia, ha rappresentato un’importante piattaforma di incontro, riunendo oltre 400 volontari e funzionari. L’evento ha visto la partecipazione attiva di numerose regioni e province autonome, tra cui Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento, la Provincia autonoma di Bolzano e l’Emilia-Romagna, oltre al fondamentale contributo del Dipartimento nazionale della Protezione civile.

Il programma del raduno è stato intensivo e variegato, includendo attività operative sul campo, esercitazioni pratiche e momenti cruciali di confronto tecnico. La partecipazione della delegazione valdostana si è inserita pienamente nel più ampio lavoro comune delle diverse componenti del Servizio nazionale di Protezione civile. Le attività sono state specificamente dedicate alla condivisione di esperienze maturate sul territorio, alla verifica delle procedure operative standard e al rafforzamento delle relazioni interpersonali e istituzionali tra le strutture che sono chiamate a operare congiuntamente in situazioni di emergenza.

Il ruolo della Protezione civile valdostana

Valerio Segor, capo della Protezione civile valdostana, ha sottolineato l’importanza strategica del raduno, definendolo una «importante occasione di confronto operativo» con le altre componenti del Servizio nazionale.

Questo tipo di incontri è considerato essenziale per affinare le capacità di risposta e la sinergia tra i diversi attori. Le attività esercitative e gli approfondimenti tecnici hanno permesso di consolidare la condivisione di esperienze, di effettuare una rigorosa verifica delle procedure operative e di cementare i rapporti tra le strutture che intervengono congiuntamente in caso di emergenza, garantendo così una maggiore efficacia negli interventi.

Il raduno si è concluso domenica 4 ottobre 2026, con Gemona del Friuli che ha ospitato le fasi finali dell’evento. La presenza della Valle d’Aosta, con la sua colonna mobile regionale, si è protratta per quattro giornate consecutive, caratterizzate da un intenso calendario di attività operative, sessioni di formazione tecnica avanzata, momenti di confronto diretto tra professionisti e dimostrazioni pratiche.

Un elemento centrale del programma è stato l’allestimento di strutture di accoglienza, tra cui un campo dimostrativo da 250 posti letto, predisposto congiuntamente dalle Regioni e dalle Province autonome partecipanti, a testimonianza della capacità di risposta collettiva.

Esercitazioni e scenari operativi

Le attività pratiche hanno incluso visite guidate nei luoghi simbolo legati al terremoto del 1976, un evento che ha profondamente segnato la storia di Gemona e del Friuli, offrendo un contesto di memoria e apprendimento. Sono state simulate diverse situazioni operative in scenari sismici complessi, mettendo alla prova le capacità di intervento dei volontari e dei funzionari. Tra gli ambiti specifici trattati figurano la ricerca e il soccorso di persone disperse o intrappolate, l’allestimento e la gestione di un Posto Medico Avanzato per le prime cure, le attività di segreteria di campo per la coordinazione logistica e amministrativa, il recupero e la salvaguardia dei beni culturali a rischio, la gestione di situazioni legate alla disabilità in contesti emergenziali e le operazioni di messa in sicurezza di edifici danneggiati dopo un evento sismico. Queste esercitazioni hanno permesso di testare e migliorare le competenze in un’ampia gamma di situazioni critiche.