Torino, 2 ottobre 2026 – L’indagine dei carabinieri e della Procura di Torino sulla presunta psicosetta di Almese, situata nella bassa Valle di Susa, ha ricevuto un impulso decisivo grazie alla tenacia dell’ex marito di una delle vittime. Il procedimento ha condotto all’arresto di Bruno Antonio Malatesta, indicato come il sedicente “maestro” della fondazione Fiore della pace.
L’uomo aveva presentato un primo esposto già nel marzo 2018. Tale procedimento, durante il quale il presunto guru era stato informato a norma di codice, era stato archiviato nella primavera del 2023.
Nello stesso anno, tuttavia, l’ex marito ha depositato un secondo esposto e, con un atto formale di opposizione, è riuscito a impedire la chiusura definitiva del caso, rilanciando così il percorso giudiziario.
Un ulteriore elemento emerso riguarda il programma televisivo Storie italiane, che nel 2018 aveva dedicato un servizio alla comunità di Almese. Nelle carte processuali è presente un riferimento a un misterioso testimone dal volto oscurato, le cui dichiarazioni furono rese in quella sede; con ogni probabilità, si trattava dello stesso uomo. Anche l’ex moglie, il 13 luglio 2023, ha presentato una querela, aggiungendo un tassello fondamentale all’inchiesta.
La querela della donna e gli ascolti investigativi
La donna è stata ascoltata dagli investigatori in diverse occasioni. Gli interrogatori si sono svolti più volte, poiché il suo racconto veniva interrotto da un “grave turbamento emotivo”. Questo aspetto si inserisce pienamente nel quadro investigativo avviato in seguito agli esposti dell’ex marito e strettamente collegato alla comunità di Almese, la località della bassa Valle di Susa al centro dell’inchiesta condotta dalla Procura torinese.
L’indagine si concentra su Bruno Antonio Malatesta e sulla struttura identificata come fondazione Fiore della pace. Il fulcro del fascicolo, come emerge dagli atti richiamati, rimane il rapporto tra le denunce presentate negli anni e la ricostruzione investigativa sulla presunta psicosetta.
Il primo esposto del marzo 2018 non aveva portato alla prosecuzione del procedimento, poi archiviato nella primavera 2023; è stato il secondo esposto, accompagnato dall’opposizione formale alla sua chiusura, a influenzare in modo determinante la riapertura del percorso giudiziario.
Il contesto della comunità di Almese
Un contesto aggiuntivo sulla vicenda riguarda la comunità dei Monaci Durjaya ad Almese. Questa realtà era già stata citata in un’inchiesta libraria pubblicata nel 2018, intitolata Nella Setta, che aveva gettato luce su aspetti della comunità ben prima dell’attuale sviluppo investigativo.