La Corte d’Appello di Milano ha confermato l’assoluzione per 23 militanti di estrema destra, coinvolti in un procedimento per manifestazione fascista. La sentenza, emessa il 10 luglio 2026 dalla seconda sezione, si riferisce ai saluti romani e alla risposta alla chiamata del “presente” compiuti durante il corteo del 29 aprile 2019 in memoria di Sergio Ramelli. La formula assolutoria, “perché il fatto non sussiste”, sottolinea la posizione della Corte secondo cui il solo gesto fascista non è sufficiente a configurare un pericolo in questo specifico contesto.

Nelle motivazioni della decisione, il collegio giudicante, composto dai giudici Manzi, Fasano e Bernazzani, ha chiarito che “Non basta che il gesto sia simbolicamente riconducibile al bagaglio ideologico del fascismo” per integrarne la rilevanza penale. È indispensabile che il gesto sia concretamente idoneo a provocare adesioni e consensi che possano favorire la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Nel caso esaminato, le condotte sono state interpretate come esclusivamente commemorative, un atto di omaggio rivolto ai defunti, e non sono state riscontrate prove di proselitismo o intenti di riorganizzazione.

Il procedimento sul corteo del 29 aprile 2019

Il corteo in questione si era tenuto il 29 aprile 2019 per commemorare Sergio Ramelli, un militante del Fronte della Gioventù tragicamente ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia.

Durante l’evento, gli imputati avevano risposto alla chiamata del “presente” ed eseguito i saluti romani. Sebbene la Corte abbia riconosciuto che tali formule e gesti fossero evocativi dei rituali tipici del disciolto partito fascista, ha escluso che la manifestazione avesse la concreta idoneità a determinare il pericolo di riorganizzazione del partito stesso.

Questa sentenza di appello conferma le 23 assoluzioni già pronunciate in primo grado nel novembre 2024, contro le quali la Procura aveva presentato ricorso. Gli imputati sono stati difesi, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Radaelli, Enrico Giarda e Luca Procaccini. È rilevante evidenziare che, per gli stessi fatti avvenuti nel 2019, cinque imputati che avevano scelto il rito abbreviato sono stati invece condannati in via definitiva nel 2023, mostrando una prima divergenza di esiti giudiziari.

Le decisioni richiamate per fatti analoghi

Il contesto giurisprudenziale relativo ai saluti romani in occasione delle commemorazioni per Ramelli si caratterizza per una notevole non uniformità delle decisioni. A riprova di ciò, nel dicembre 2025, un’altra sezione della Corte d’Appello di Milano, la quarta, ha confermato 13 condanne a quattro mesi per saluti