La comunità di San Severino Marche si è stretta in un commosso addio a Stefano Marrese, il giovane di 21 anni tragicamente scomparso in un incidente stradale. La tragedia si è consumata lungo il raccordo autostradale Perugia-Bettolle, nel territorio di Passignano sul Trasimeno, dove Stefano viaggiava per motivi di lavoro. Nello stesso sinistro ha perso la vita anche la sua collega, Gaia Stronati, di 20 anni. I funerali si sono tenuti il 17 ottobre 2026 nella storica chiesa di San Domenico, che si è rivelata gremita di persone, accogliendo familiari, amici, numerosi giovani e l'intera cittadinanza.
Una folla composta ha riempito ogni spazio all'interno e all'esterno dell'edificio sacro, con molti ragazzi che hanno voluto partecipare attivamente alla cerimonia. Al termine del rito funebre, in un momento di profonda emozione, gli amici hanno letto toccanti messaggi di ricordo e affetto, un ultimo omaggio al giovane. All'uscita del feretro, un gesto simbolico ha accompagnato Stefano nel suo ultimo viaggio: palloni bianchi e celesti sono stati liberati nel cielo. Alla celebrazione hanno preso parte anche i genitori di Gaia, giunti da Castelbellino per condividere il dolore, mentre un maxischermo allestito all'esterno della chiesa ha permesso a tutti di seguire la funzione.
L'omelia e l'eredità spirituale di Stefano
La messa è stata officiata da don Luciano Genga, parroco della basilica di San Lorenzo in Doliolo e custode del santuario di San Pacifico, affiancato da don Aldo Romagnoli. Durante l'omelia, don Genga ha voluto accostare il ricordo di Stefano a tre parole che ha definito la sua eredità spirituale: “la tenerezza, il rispetto e l'amicizia”. Il sacerdote ha sottolineato come questi valori fossero intrinseci alla vita di Stefano, visibili nel suo rapporto con la famiglia, nel modo in cui si relazionava con le persone e nella vasta presenza di coetanei che affollavano la chiesa, testimoniando i legami che era stato capace di costruire.
La sindaca Rosa Piermattei, a nome di tutta la comunità cittadina, ha rivolto alla famiglia parole di “profonda vicinanza, affetto e raccoglimento”.
Nel suo intervento, la prima cittadina ha ricordato Stefano come un “ragazzo solare, generoso e pieno di sogni”, un'immagine che resterà viva nella memoria collettiva. Un pensiero commosso è stato rivolto anche a Gaia, l'altra giovane vittima dell'incidente. In segno di lutto e rispetto per la tragedia che ha colpito San Severino Marche, è stato osservato il lutto cittadino, e il concerto previsto al teatro Feronia, nell'ambito del Festival della Dea Feronia, è stato rinviato a data da destinarsi.
La partecipazione di familiari e associazioni
In prima fila, a testimoniare il profondo dolore, erano presenti il padre Pasquale, la madre Irma e il fratello Simone, affiancati dai nonni e da numerosi parenti giunti dalla Campania.
Accanto all'altare, una rappresentanza dell'Associazione Nazionale Carabinieri, guidata dal presidente, il cavalier Decio Bianchi, ha voluto rendere omaggio. Il padre di Stefano, infatti, fa parte di questa associazione, un legame che ha reso la partecipazione ancora più sentita. La presenza di così tante persone ha dimostrato il forte legame della comunità con Stefano e la sua famiglia, in un momento di condivisione del dolore e del ricordo.