Il centro sociale Cantiere di Milano ha diffuso un comunicato sui propri canali social il 17 ottobre 2026, intervenendo sugli scontri della giornata di mobilitazione in città. Il messaggio ha richiamato le proteste di venerdì e sabato, collegando la presenza in piazza a tematiche come la distruzione della scuola, il razzismo, la guerra e l'operato del governo. L'apertura del testo, con la frase “Le monde est à Nous”, ha introdotto la posizione del Cantiere sulle manifestazioni milanesi.
Nel comunicato, il Cantiere ha affermato: “Di fronte alla distruzione della scuola, di fronte alla profilazione razziale, di fronte alla guerra e alla casta di pedofili che governa il pianeta con eserciti e algoritmi, chi si stupisce che le città siano in rivolta è cieco di privilegio o affamatoredei popoli”.
Il testo ha rivendicato la partecipazione giovanile alle proteste, stimando in oltre 5000 persone la presenza in piazza in entrambe le giornate.
La posizione del Cantiere sugli arresti
La mobilitazione è stata definita dal Cantiere come espressione della propria generazione, richiamando scuole e città come spazi rivendicati. Il comunicato ha evidenziato riferimenti a studenti e scuola, contrapponendo "razzisti e fascisti" a "compagni". La parte finale del messaggio si è concentrata sulle persone arrestate dopo gli scontri, collegando i fermi alla rabbia esplosa in piazza.
Il centro sociale ha dichiarato che alcuni "compagni" sono stati arrestati “per la stessa rabbia che proviamo tutt3 e che è esplosa nella piazza, dopo cariche, caroselli e scariche di gas”.
La chiusura del comunicato ha chiesto la liberazione immediata delle persone arrestate, con la formula “Liber* tutt* subito”. Il messaggio ha ribadito il riferimento alle piazze di Milano e alle giornate di venerdì e sabato.
Il contesto delle proteste a Milano
La giornata del 17 ottobre 2026 ha registrato tensioni in diverse città italiane, in occasione dei cortei contro il caro vita promossi dal Comitato "Italia in Piazza". A Milano, la situazione più critica ha visto decine di manifestanti fermati e condotti in Questura. Le maggiori frizioni si sono concentrate in piazza Duomo, dove sono stati segnalati lanci di bombe carta e altri oggetti, in un clima di agitazione.