La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avanzato una richiesta di rinvio a giudizio per 35 persone fisiche e due società, coinvolte in una vasta inchiesta condotta dalla Guardia di finanza. L'indagine verte sul presunto condizionamento di appalti e sulla gestione della sanità nella regione Calabria. L'udienza preliminare è già stata fissata per il 21 dicembre 2026 davanti al Gup di Catanzaro, segnando un passo cruciale nel procedimento che interessa gare e attività di enti regionali, universitari e ospedalieri del territorio catanzarese.
Al centro del fascicolo giudiziario si trovano nove gare d’appalto, il cui valore complessivo supera i 33 milioni di euro.
Queste procedure sono state bandite da importanti enti quali la Stazione unica appaltante della Regione Calabria, l'Università Magna Graecia e diverse strutture ospedaliere di Catanzaro. Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono gravi e includono corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistemi informatici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Le presunte irregolarità negli appalti sanitari
L'ipotesi accusatoria delineata dagli inquirenti si concentra su presunti accordi illeciti tra alcuni pubblici ufficiali e i rappresentanti di aziende fornitrici di beni e servizi destinati al settore sanitario.
Secondo la ricostruzione, tali intese avrebbero avuto lo scopo di orientare l'esito delle procedure di gara attraverso la predisposizione di bandi e capitolati studiati per favorire soggetti predeterminati. Il quadro contestato si inserisce pienamente nella complessa gestione degli appalti sanitari e nelle procedure di affidamento oggetto del procedimento.
L'inchiesta non si limita agli appalti, ma estende il suo raggio d'azione anche a presunte irregolarità in concorsi pubblici e nella ripartizione del fondo destinato agli incentivi per le funzioni tecniche. Nel fascicolo emerge inoltre l'ipotesi di una indebita percezione dell’indennità di esclusività da parte di un medico-docente universitario.
Durante le fasi investigative, erano già state disposte misure cautelari personali nei confronti di 15 persone e un sequestro preventivo d’urgenza di beni per un valore stimato in circa 530 mila euro.
Gli enti coinvolti e le parti lese
Nel procedimento giudiziario, risultano essere persone offese lo Stato, l'Azienda ospedaliera autonoma Mater Domini, l'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e l'Università Magna Graecia. Questi enti, tutti operanti nel territorio di Catanzaro, sono direttamente coinvolti nell'ambito delle presunte condotte illecite oggetto dell'indagine.