La prima sezione del Tar del Lazio, presieduta da Roberto Politi, ha annullato il decreto di estradizione del Ministero della Giustizia, datato 17 febbraio 2026. Il provvedimento autorizzava la consegna agli Stati Uniti di Roman Yuryevich Khlynovskiy, 43enne cittadino kazako, indicato dalle autorità statunitensi come hacker. La decisione accoglie parzialmente il ricorso dei difensori, gli avvocati Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone. La procedura era legata ad accuse USA per attacchi informatici contro ospedali e sottrazione di dati.
Khlynovskiy è accusato dalle autorità statunitensi di far parte di un gruppo di hacker che avrebbe paralizzato attività ospedaliere negli USA per tre giorni.
Le contestazioni includono lo sblocco dei sistemi informatici dopo il pagamento di un riscatto, stimato in centinaia di milioni di dollari, e il furto di dati di politici statunitensi. L’uomo, detenuto nel carcere di Ferrara, è stato rimesso in libertà il 17 ottobre 2026, il giorno precedente la sentenza del Tar.
Carenza istruttoria: il fulcro della decisione
Il Tar del Lazio ha evidenziato una carenza istruttoria nel procedimento ministeriale. I giudici hanno rilevato una mancata e adeguata valutazione della disponibilità di Khlynovskiy a collaborare con le istituzioni italiane. La proposta riguardava la messa a disposizione di esperienza e conoscenze in cybersicurezza e nella prevenzione di fenomeni criminali.
Questo aspetto è stato ritenuto non adeguatamente verificato prima della concessione dell’estradizione agli Stati Uniti.
Secondo la ricostruzione dei giudici, l’istruttoria non ha coinvolto organismi competenti in materia di sicurezza e cybersicurezza. Tra questi sono stati menzionati il Dipartimento per le informazioni di sicurezza interna ed esterna e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La pronuncia del Tar incide direttamente sul decreto firmato dal ministro Carlo Nordio, annullando il precedente provvedimento e rimettendo la valutazione della richiesta statunitense a un nuovo esame amministrativo.
Il ricorso della difesa e le critiche all'operato
Il ricorso, accolto in parte, era stato presentato dai difensori di Khlynovskiy.
L'avvocato Alexandro Maria Tirelli ha espresso critiche sull'operato del ministro Nordio in materia di estradizioni, sottolineando la necessità di un'attenta valutazione delle offerte di collaborazione. La difesa aveva annunciato l'intenzione di chiedere la scarcerazione, un esito già concretizzatosi il giorno prima della sentenza del Tar.