A Torino, lo scorso 10 ottobre 2026, la Polizia di Stato ha condotto l'arresto di un cittadino di origine marocchina di 30 anni, accusato di rapina impropria. L'intervento è scattato in corso Umbria, vicino all'intersezione con via Don Bosco, in seguito all'aggressione subita da una donna che si trovava in attesa dell'autobus. L'uomo, utilizzando un monopattino elettrico per muoversi, ha sorpreso la vittima alle spalle, strappandole con violenza una collana d'oro dal collo. Nel tentativo di assicurarsi la fuga, ha poi colpito la donna al volto e al corpo, aggravando la condotta delittuosa.

Le urla di aiuto della donna hanno richiamato immediatamente l'attenzione di alcuni passanti, i quali sono intervenuti prontamente, riuscendo a bloccare e trattenere il trentenne fino all'arrivo delle volanti del commissariato di Madonna di Campagna. Gli agenti hanno proceduto all'immobilizzazione dell'uomo, che ha opposto una strenua resistenza, e hanno avviato le operazioni di controllo e perquisizione. La catenina d'oro, il cui valore è stato stimato tra i 2.500 e i 3.000 euro, è stata recuperata e prontamente restituita alla vittima, ponendo fine al suo stato di shock.

I ritrovamenti durante il controllo

Nel corso della perquisizione personale e degli oggetti in possesso dell'arrestato, gli agenti hanno rinvenuto ulteriori elementi significativi.

Tra questi, un'altra collanina dorata con il moschettone strappato, un bracciale e un involucro contenente diversi grammi di cocaina, materiale che ha aggiunto ulteriori capi d'accusa. Il monopattino elettrico, mezzo utilizzato dal rapinatore per tentare la fuga e per l'avvicinamento alla vittima, è stato sottoposto a sequestro. L'intera vicenda si è svolta nell'area di corso Umbria, in prossimità di via Don Bosco, e ha evidenziato il ruolo cruciale dei passanti, il cui intervento tempestivo è stato determinante prima dell'arrivo della Polizia di Stato.

La normativa sulla rapina impropria

L'arresto è stato formalizzato per rapina impropria, una qualificazione giuridica che si applica in virtù della sottrazione della collana e della violenza esercitata dall'aggressore durante il tentativo di fuga.

L'articolo 628 del codice penale italiano disciplina il reato di rapina, includendo la condotta di chi usa violenza o minaccia subito dopo la sottrazione per assicurarsi il possesso del bene o l'impunità. La norma prevede per la rapina una pena della reclusione da cinque a dieci anni e una multa da 927 a 2.500 euro; la stessa disposizione contempla anche ipotesi aggravate con sanzioni più elevate.