Quattro individui sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza il 6 ottobre 2026, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. L'operazione riguarda un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Le misure cautelari, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli, sono state eseguite tra la Calabria e la Sicilia. Gli indagati sono stati condotti in carcere, in quanto gravemente indiziati, a vario titolo, di far parte di un'associazione a delinquere dedita al narcotraffico.

Le indagini, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Locri, hanno fatto luce su una presunta organizzazione criminale con base nella Locride. Secondo l'accusa, il sodalizio sarebbe stato attivo nell'acquisto, nel trasporto e nella commercializzazione di cocaina e marijuana. L'organizzazione avrebbe avuto un canale di distribuzione consolidato in Sicilia e ramificazioni internazionali con collegamenti in Germania, Austria e Repubblica Ceca. L'esecuzione del provvedimento è stata curata dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

Comunicazioni criptate e strategie operative

Gli investigatori hanno approfondito l'analisi di comunicazioni scambiate su piattaforme criptate, riuscendo a ricostruire dettagliatamente trattative, rapporti tra fornitori e acquirenti, le modalità di trasporto degli stupefacenti e le movimentazioni di denaro.

L'acquisizione di tali comunicazioni è avvenuta grazie a strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale. L'inchiesta ha rivelato l'esistenza di una struttura organizzativa complessa, con ruoli e compiti distinti tra i partecipanti, tutti impegnati nella gestione dei presunti traffici e nel trasferimento del contante.

Per le comunicazioni relative ai presunti traffici, gli indagati avrebbero fatto ricorso a telefoni dedicati. Il trasporto della droga e del denaro contante sarebbe stato gestito attraverso una rete di corrieri e l'utilizzo di automobili dotate di doppi fondi. Prima di intraprendere alcune trasferte, sarebbero stati impiegati dispositivi elettronici per rilevare l'eventuale presenza di microspie nei veicoli.

L'inchiesta evidenzia inoltre l'uso di auto di staffetta e l'attenta individuazione di percorsi internazionali ritenuti meno esposti ai controlli.

Il giro ricostruito dagli investigatori

Nel complesso, l'inchiesta ha ricostruito un giro di circa 77 chili di stu