Un uomo di 41 anni, identificato come Marcello Reito, è deceduto alle 4:30 del 5 ottobre 2026 all'interno del centro polifunzionale della Polizia di via San Giuseppe La Rena, a Catania. Il tragico evento è avvenuto dopo che l'uomo era stato fermato dagli agenti al termine di un inseguimento in scooter. La Procura di Catania ha prontamente aperto un'inchiesta per fare luce sull'accaduto e ha disposto l'autopsia sul corpo del quarantunenne per chiarire le cause esatte del decesso. Le indagini sono state affidate alla Squadra mobile catanese, che sta lavorando per ricostruire ogni dettaglio della vicenda.

Il centro di via San Giuseppe La Rena, oltre a ospitare gli uffici delle forze dell'ordine, include anche il reparto prevenzione crimine Sicilia. Secondo le prime ricostruzioni, dopo il fermo, Marcello Reito è stato condotto negli uffici della polizia, dove ha accusato un improvviso malore. Gli agenti presenti hanno immediatamente tentato di prestare i primi soccorsi e hanno allertato il personale del 118. Nonostante i rapidi interventi, per il quarantunenne non c'è stato nulla da fare. Il magistrato di turno, informato dell'accaduto, ha disposto il sequestro della salma per consentire l'esecuzione dell'esame autoptico, ritenuto fondamentale per le indagini.

La dinamica dell'inseguimento e il fermo

La complessa vicenda ha avuto inizio quando una pattuglia delle Volanti, dopo aver udito il suono di un allarme, ha notato due persone a bordo di ciclomotori che procedevano ad alta velocità. I due conducenti non si sarebbero fermati all'alt intimato dalla polizia, dando il via a un inseguimento. La corsa si è snodata lungo diverse arterie cittadine, tra cui le vie D’Amico, Archimede, Crispi e Mascagni, con l'uomo poi deceduto che avrebbe percorso alcuni tratti anche in contromano, aumentando la pericolosità della situazione.

L'epilogo dell'inseguimento si è verificato in via Mascagni, dove il conducente dello scooter, Marcello Reito, avrebbe perso il controllo del mezzo, cadendo a terra.

Nonostante la caduta, l'uomo avrebbe tentato una disperata fuga a piedi. I poliziotti sono riusciti a raggiungerlo e a fermarlo, procedendo poi ad ammanettarlo. Successivamente, è stato trasferito con l'auto di servizio negli uffici di via San Giuseppe La Rena. La Polizia Scientifica ha eseguito accurati rilievi sia all'interno dell'ufficio dove è avvenuto il decesso sia nell'area specifica dell'inseguimento e della caduta, individuata in via Pietro Mascagni, per raccogliere ogni elemento utile alle indagini.

Gli accertamenti della Procura e i precedenti

Il procuratore di Catania, Francesco Curcio, mantiene il massimo riserbo sull'inchiesta, sottolineando la delicatezza del caso. Gli accertamenti in corso potrebbero comportare l'iscrizione nel registro degli indagati di alcuni agenti che hanno preso parte al fermo e che si trovavano con l'uomo negli uffici della polizia.

Tale iscrizione, tuttavia, viene specificata come un atto dovuto, ovvero una procedura necessaria per consentire ai diretti interessati di partecipare agli esami autoptici con la presenza di un legale e di un proprio consulente di parte, garantendo così la massima trasparenza e tutela. È emerso che Marcello Reito avrebbe avuto precedenti penali per reati quali rapina e furto, un dettaglio che potrebbe essere considerato nel contesto delle indagini.

L'autopsia, che rappresenta un passaggio cruciale dell'inchiesta, dovrà verificare con precisione se sul corpo di Marcello Reito siano presenti eventuali segni attribuibili a traumi non compatibili con la caduta dallo scooter. Inoltre, l'esame autoptico avrà il compito di accertare l'eventuale assunzione di sostanze stupefacenti, un fattore che potrebbe aver contribuito al malore fatale. L'obiettivo è fornire un quadro completo e oggettivo delle circostanze che hanno portato al decesso del quarantunenne.