Marco Panichi, 53 anni, originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila, è stato fermato con l’accusa di aver ucciso a coltellate la sua fidanzata di 36 anni a Vergiate, in provincia di Varese. Dopo il delitto, l’uomo ha raggiunto Avezzano, in Abruzzo, dove si è costituito presso la caserma dei carabinieri. La notizia del fermo è stata comunicata da Avezzano il 23 ottobre 2026, alle 11:53.
Il fermo e le indagini in corso
Panichi si trova in stato di fermo. Le prime informazioni indicano che avrebbe confessato l'omicidio davanti al procuratore Maurizio Maria Cerrato.
La vittima, una donna di 36 anni di origine straniera, è stata raggiunta da numerose coltellate. Gli accertamenti sono in corso per ricostruire le circostanze del delitto, in particolare il tragitto tra Vergiate, luogo dell'aggressione mortale, e Avezzano, dove l'uomo si è consegnato.
Gli elementi disponibili collocano l'evento in due territori distinti: Vergiate, nel Varesotto, come scena dell'aggressione fatale, e Avezzano come luogo della costituzione. Il dato centrale rimane il fermo del 53enne con l'accusa di aver ucciso la compagna 36enne con colpi di coltello. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla dinamica, né elementi aggiuntivi sull'identità della vittima oltre all'età e all'origine straniera.
Il contesto geografico
Civitella Roveto, paese d’origine di Panichi, si trova in provincia dell’Aquila. È un centro agricolo e di soggiorno estivo della Val Roveto, situato lungo l’alta valle del Liri e alle pendici dei monti Cantari. Il comune abruzzese dista circa 15 chilometri da Avezzano, 67 dall’Aquila e 117 da Roma. Questo contesto territoriale inquadra la provenienza dell'uomo e la città in cui si è costituito, ma il fulcro della vicenda resta l'accusa di omicidio della fidanzata 36enne a Vergiate, con indagini volte a chiarire ogni aspetto del tragico evento.