L'immagine è familiare a chiunque frequenti le arterie extraurbane durante i fine settimana: enormi serpentoni di cicloturisti e amatori che procedono compatti sulle strade, e automobilisti infuriati per i rallentamenti e la difficoltà di compiere i sorpassi. È proprio per porre un freno a questo fenomeno che nella bozza di riforma del Codice della Strada è spuntata una norma destinata a far discutere: il limite massimo di otto ciclisti per gruppo sui tratti extraurbani, accompagnato dall'obbligo di distanziamento tra un plotone e l'altro.
La norma anti-muro: come cambierebbero le regole
L'intento del legislatore è dichiarato: eliminare i cosiddetti “muri di biciclette” che paralizzano il traffico su viabilità stritolate e ad alta densità.
Nello specifico, lo schema di decreto introduce due capisaldi per la circolazione dei ciclisti fuori dai centri abitati:
Tetto massimo di 8 ciclisti: I gruppi di cicloamatori dovranno spezzettarsi. Sarà consentito procedere affiancati al massimo in due file, ma per un numero complessivo che non superi mai le 8 biciclette.
Distanziamento di 50 metri: Tra un gruppetto da otto e quello successivo dovrà esserci una finestra libera di almeno 50 metri. Questo intervallo dovrebbe consentire agli automobilisti di effettuare sorpassi “a tappe”, infilandosi tra un plotone e l'altro.
A che punto è l'iter legislativo?
È fondamentale precisare che non si tratta ancora di una legge in vigore.La proposta fa parte dello schema di decreto legislativo di riordino del Codice della Strada approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri a metà ottobre 2026.
Ecco i passaggi mancanti prima che l'obbligo diventi operativo:
Esame parlamentare e pareri: Il testo è attualmente al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti (Trasporti e Bilancio), della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato per l'espressione dei pareri formali.
Eventuali modifiche: Trattandosi di un esercizio di delega legislativa, il Governo analizzerà le osservazioni ricevute ed eventualmente emenderà il testo.
Approvazione definitiva ed entrata in vigore: Il testo finale dovrà tornare in CdM per il varo definitivo (atteso entro la prima metà del 2027). Con ogni probabilità, l'applicazione effettiva delle nuove norme e delle relative sanzioni slitterà al 1° gennaio 2028 o all'emanazione dei successivi decreti attuativi.
Fino a quel momento continuano ad applicarsi le norme attuali del Codice della Strada (che vietano comunque l'intralcio al traffico e impongono la fila indiana o la doppia fila ridotta a due veicoli laddove consentito).