La Procura di Udine ha avviato un’inchiesta sulla morte di un uomo di 52 anni, deceduto il 25 settembre 2026 poco dopo essere stato dimesso dall’ospedale cittadino. Il decesso, avvenuto a Udine, è stato ricondotto a un probabile infarto. L’indagine è scaturita da una querela presentata dai familiari della vittima e mira a fare chiarezza sul percorso sanitario seguito dal paziente prima del tragico evento.
Il procedimento giudiziario prevede l’esecuzione di un’autopsia, un passaggio fondamentale per accertare con precisione la causa e l’ora esatta del decesso.
L’esame autoptico avrà anche il compito di verificare l’eventuale presenza di responsabilità sotto il profilo diagnostico e terapeutico da parte del personale medico. Nell’ambito di questi accertamenti, risultano al momento indagati i medici del reparto dell’ospedale di Udine che avevano avuto in cura l’uomo.
L'indagine e la nomina dei consulenti
I consulenti tecnici della Procura di Udine saranno ufficialmente nominati l’8 ottobre 2026. Il pubblico ministero Marco Panzeri ha indicato come periti il medico legale Antonello Cirnelli e il cardiochirurgo Paolo Ius. Il loro incarico si inserisce nel quadro degli accertamenti disposti per definire in modo approfondito gli elementi medici e temporali che hanno caratterizzato il decesso del 52enne.
L’autopsia, dunque, rappresenta il passaggio chiave per ricostruire il quadro clinico complessivo e determinare il momento preciso della morte. L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sulla fase immediatamente precedente al decesso, in particolare sulle circostanze relative alle dimissioni dall’ospedale e alla gestione del paziente da parte del reparto che lo aveva seguito.
I punti focali degli accertamenti
Gli accertamenti condotti dalla Procura si concentrano su tre aspetti principali del procedimento: la causa del decesso, l’ora della morte e l’eventuale sussistenza di responsabilità diagnostiche o terapeutiche. La morte, come detto, è avvenuta a Udine il 25 settembre 2026, poco dopo le dimissioni ospedaliere, in un contesto clinico indicato come compatibile con un probabile infarto.
La querela presentata dai familiari ha rappresentato l’atto che ha dato il via all’indagine. Nel fascicolo aperto dalla Procura, i medici del reparto che aveva avuto in cura il paziente sono stati coinvolti negli accertamenti. La ricostruzione affidata ai consulenti tecnici avrà il compito di fornire alla Procura tutti gli elementi specialistici necessari per valutare il decorso clinico del paziente e il rapporto tra le cure ricevute, le dimissioni dall'ospedale e il successivo tragico decesso.
La vicenda è emersa pubblicamente a Udine il 5 ottobre 2026, con la comunicazione dell’avvio degli accertamenti e della disposizione dell’autopsia, ponendo al centro dell'attenzione la morte improvvisa dell'uomo.