A Roma, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha fermamente condannato le proteste che si sono svolte davanti alla sede del dicastero. La manifestazione ha visto lanci di petardi, fumogeni, lacrimogeni e bombe carta contro le forze di polizia e l’ingresso dell’edificio ministeriale. Valditara ha definito tali episodi non come dissenso democratico o difesa della scuola, ma come una chiara aggressione alle istituzioni.
Il ministro Valditara ha pronunciato parole inequivocabili: “Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”.
La sua presa di posizione si riferisce agli eventi davanti al Ministero dell’Istruzione, dove la presenza di manifestanti ha richiesto il presidio delle forze dell'ordine, coinvolte negli scontri.
Il corteo in viale Trastevere
Le proteste si sono inserite nel contesto del “No Meloni day”. Un corteo di studenti è partito da piazza dell’Esquilino, raggiungendo viale Trastevere, sede del Ministero dell’Istruzione. Davanti all'edificio ministeriale, sono stati registrati episodi di tensione con l'utilizzo di bombe carta, fumogeni e sirene. I partecipanti hanno scandito cori e slogan, tra cui “Valditara apri le porte”.
Il tragitto del corteo, da piazza dell’Esquilino a viale Trastevere, ha condotto i manifestanti al cuore della protesta.
L'arrivo davanti al ministero ha rappresentato il culmine degli eventi che hanno innescato la reazione del ministro. Qui si sono concentrati gli elementi salienti: la presenza del corteo, i cori, l'impiego di fumogeni e bombe carta, il presidio delle forze di polizia e i lanci contro l’ingresso dell’edificio.
La ferma condanna del ministro
La posizione di Valditara si focalizza sulle modalità della protesta. Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha distinto il dissenso democratico e la difesa della scuola dagli atti che ha definito aggressione alle istituzioni e teppismo politico. Il riferimento esplicito alle forze di polizia e all’ingresso del ministero, oggetto dei lanci, serve a delimitare la gravità dei fatti contestati.