Un corteo studentesco a Roma, svoltosi il 16 ottobre 2026, è stato caratterizzato da momenti di tensione. Individui incappucciati hanno lanciato bombe carta, e successivamente sono stati scanditi cori e lanciati petardi contro la sede del Ministero dell'Istruzione in viale Trastevere. Durante la manifestazione, sono state bruciate bandiere degli Stati Uniti e di Israele, e alcune bottiglie sono state scagliate contro le forze dell'ordine. La protesta mirava a contestare il "decreto scuola" e a chiedere "investimenti nell'istruzione e disinvestimenti nella guerra".

Sviluppi e partecipazione

Nonostante gli episodi di tensione, la manifestazione si è conclusa senza ulteriori problematiche. Dopo il passaggio davanti al Ministero dell'Istruzione, le organizzazioni studentesche hanno annunciato un'assemblea pubblica per venerdì 23 ottobre, con l'obiettivo di organizzare e proseguire la mobilitazione del movimento studentesco.

Le stime sulla partecipazione hanno mostrato una discrepanza: gli organizzatori hanno dichiarato 20.000 partecipanti, mentre le forze dell'ordine hanno indicato circa 5.000 presenze. Il bilancio della giornata ha incluso il lancio di bombe carta da parte di incappucciati, il lancio di bottiglie contro le forze dell'ordine e i petardi con cori davanti all'edificio ministeriale di viale Trastevere, punto focale della protesta.

Il Ministero dell'Istruzione nel mirino

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, con sede a Roma in viale di Trastevere 76/A, è l'organo responsabile di ordinamenti, curricoli e linee guida per l'istruzione scolastica. Si occupa inoltre dell'organizzazione del sistema educativo, della gestione del personale e del diritto allo studio.

Il corteo romano ha indirizzato le proprie istanze a questa istituzione, focalizzando la protesta sul decreto scuola e sulle richieste di maggiori investimenti nel settore dell'istruzione. La manifestazione davanti alla sede ministeriale ha evidenziato la volontà di interpellare direttamente l'organo competente.