La protesta degli agricoltori nel Vibonese ha registrato un’escalation lunedì 5 ottobre 2026, spostandosi dall’area dello svincolo autostradale di Pizzo Calabro ai depositi di carburante di Vibo Marina. Qui, i manifestanti hanno fermato diverse autocisterne dirette agli impianti di Eni e Meridionale Petroli, bloccandole lungo la strada di accesso. La notizia, diffusa da Vibo Valentia alle 10:38, indicava che il presidio era ancora in corso e sotto il monitoraggio delle forze dell’ordine.
I manifestanti si sono posizionati strategicamente nell’area già prima dell’alba, impedendo di fatto il transito.
I mezzi pesanti, tra cui le autocisterne, hanno interrotto la loro marcia, rimanendo fermi e impossibilitati a proseguire. Sul posto è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che si sono impegnate in un dialogo con gli agricoltori per gestire la complessa situazione e prevenire ulteriori tensioni.
Il blocco strategico dei depositi
Il blocco ha interessato direttamente gli accessi ai depositi di carburante di Vibo Marina. I trattori, simbolo della mobilitazione, hanno presidiato l’area, impedendo il transito delle autobotti e creando una lunga fila di mezzi pesanti in attesa di raggiungere gli impianti. La presenza massiccia di questi camion cisterna ha richiesto particolare attenzione per la gestione della circolazione veicolare nella zona, già di per sé critica.
Con il passare delle ore, la coda dei mezzi pesanti si è progressivamente allungata, estendendosi fino a interessare l’area dell’incrocio dell’ex Statale 522, nelle immediate vicinanze del cementificio. Il presidio è proseguito senza interruzioni per tutta la mattinata del 5 ottobre 2026, causando disagi crescenti alla viabilità nell’intera area di Vibo Marina.
Intervento delle forze dell’ordine e gestione della viabilità
Le forze dell’ordine hanno mantenuto una costante presenza sul luogo del blocco, con l’obiettivo primario di mantenere aperto il confronto con gli agricoltori e di gestire la notevole presenza dei mezzi pesanti diretti ai depositi. L’intervento è stato cruciale anche per evitare significative ripercussioni sulla circolazione, scongiurando il rischio di gravi rallentamenti e ingorghi per il traffico veicolare ordinario.
Questo blocco delle autocisterne rappresenta un nuovo momento di tensione all’interno della più ampia mobilitazione degli agricoltori, che nelle ultime ore ha interessato diverse zone del Vibonese. La protesta si inserisce nella mobilitazione generale degli agricoltori calabresi, attiva ormai da giorni in varie località della regione. A Vibo Marina, il presidio ha coinvolto direttamente gli accessi agli impianti di carburante, mentre il confronto sul posto prosegue senza sosta.