Si è concluso al Tribunale di Paola l'incidente probatorio relativo alla denuncia di una presunta violenza sessuale avvenuta nel luglio 2024. Una giovane donna ha accusato un collega di lavoro di averla aggredita in una località del Tirreno cosentino. L'atto giudiziario, svoltosi dinanzi al gip Maria Grazia Bellomusto, ha permesso l'acquisizione della testimonianza protetta della persona offesa.
La ragazza, assistita dall'avvocata Erica Pranno del Foro di Cosenza, è stata ascoltata per circa tre ore durante l'udienza del 14 ottobre 2026. L'obiettivo era approfondire le circostanze dell'episodio denunciato, che, secondo la querela, si sarebbe verificato in una struttura turistica della costa tirrenica cosentina, dove la giovane prestava servizio.
La ricostruzione dei fatti denunciati
Secondo quanto riferito dalla giovane nella sua denuncia, l'aggressione sessuale sarebbe stata perpetrata da un collega conosciuto da pochi giorni, con il quale non vi era alcun tipo di rapporto personale. La querela descrive che l'uomo si sarebbe presentato davanti alla porta della stanza della collega, situata nell'area riservata al personale. Dopo un breve tentativo di conversazione, si sarebbe introdotto all'interno della camera.
La ricostruzione prosegue indicando che l'uomo avrebbe spinto la giovane sul letto, l'avrebbe privata degli indumenti e l'avrebbe costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà. La persona offesa avrebbe manifestato il proprio dissenso sia verbalmente che fisicamente, descrivendo inoltre uno stato di shock che l'avrebbe resa incapace di reagire.
Il giorno seguente all'episodio, la giovane sarebbe rientrata nella propria città d'origine e si sarebbe recata al pronto soccorso per gli accertamenti sanitari del caso, fornendo il suo racconto. Successivamente, ha formalizzato la querela, dando avvio alle indagini.
L'audizione protetta e la perizia medico-psichiatrica
L'audizione della persona offesa è stata preceduta e subordinata a una perizia medico-psichiatrica, richiesta dal pubblico ministero della Procura di Paola, Chiara Pezone. L'incarico è stato affidato al perito Antonio Ruffolo, la cui relazione è stata discussa l'8 luglio 2026. L'accertamento ha confermato la piena capacità della giovane di rendere testimonianza, pur evidenziando una condizione di particolare vulnerabilità e fragilità emotiva.
Al fine di garantire la massima tutela della giovane durante l'esame, l'audizione si è svolta in una stanza separata. La psicologa e psicoterapeuta Catia Ferraro ha fornito il proprio ausilio, facilitando la comunicazione. Le parti coinvolte nel procedimento hanno seguito l'atto tramite un collegamento audio-video, evitando così il contatto diretto con la persona offesa. Al termine dell'incidente probatorio, il gip ha restituito i fascicoli alla Procura di Paola per le determinazioni di competenza, in vista di eventuali successivi sviluppi del procedimento, inclusa la formulazione dell'imputazione.