La Digos e la Polizia postale hanno eseguito 60 perquisizioni in 23 città. L'operazione ha colpito persone accusate di aver incitato alla violenza, tramite chat e piattaforme social, durante manifestazioni. Le indagini si sono focalizzate su soggetti che veicolavano messaggi aggressivi online. Diffusa il 31 ottobre 2026 a Roma.
Il fulcro dell'intervento riguarda l'uso dei canali digitali per sollecitare scontri e violenze. La formula delle perquisizioni è "nei confronti di soggetti che nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle manifestazioni".
Le attività hanno coinvolto reparti specializzati: Digos (ordine pubblico) e Polizia postale (profili digitali).
Indagini su chat, social e cortei
Le perquisizioni hanno interessato 60 persone in 23 città. Il quadro investigativo collega attività online ed episodi di tensione nelle manifestazioni. Gli investigatori si sono concentrati sui messaggi in chat e social, dove gli indagati incitavano a reati e scontri con le forze dell'ordine.
L'operazione si colloca nel contesto delle mobilitazioni. Tra gli elementi verificati, compaiono possibili collegamenti con la pagina web Movimento 17 ottobre. Questo riferimento rientra negli accertamenti su canali digitali e comunicazioni, ma il dato principale resta le 60 perquisizioni di Digos e Polizia postale in 23 città.
Roma: il quadro dopo gli scontri
Roma è tra le città coinvolte, teatro di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. In quel contesto, le forze dell'ordine sono state colpite con sassi e bottiglie e hanno risposto con cariche di alleggerimento.