La classifica dei best-seller offre sempre ricchi spunti alla produzione cinematografica e questa primavera 2013 non fa eccezione, tra il film "The host", adattamento del romanzo di Stephenie Meyer, e il riuscitissimo "Educazione siberiana" tratto dall'omonimo libro di Nicolai Lilin.

Dal 4 aprile un'altra storia di successo sarà sbalzata dalle pagine di un romanzo al proiettore delle sale cinematografiche: "Bianca come il latte, rossa come il sangue". L'omonimo romanzo di Alessandro D'Avenia, edito nel 2010 dalla Mondadori, ha rappresentato un esordio trionfale per l'autore: prima di diventare un film è stato a lungo un best-seller, tradotto e distribuito in venti Paesi.

È la storia di Leo, un ragazzo del tutto comune, che come tutti i suoi coetanei nutre delle paure e dei sogni. Alle prime è associato il colore bianco (che già terrorizzava Melville, che nel suo capolavoro "Moby Dick" parla splendidamente degli atavici terrori che il colore bianco è capace di scatenare per via dei suoi significati metaforici e simbolici), che per Leo rappresenta la perdita e, più avanti nella storia, la malattia. Il colore rosso, invece, è quello dei capelli di Beatrice, dell'amore in quanto tale, dell'amore per lei.

La storia semplice ed efficace viene tradotta in 102 minuti di film drammatico, per la regia di Giacomo Campiotti. Nel cast, accanto ai giovanissimi attori protagonisti Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino e Gaia Weiss, compaiono nomi di riguardo come Luca Argentero e Flavio Insinna (che interpretano rispettivamente il professore e il padre di Leo).

Il film si presenta, come il libro, una storia adatta a tutti ma perfetta per i giovani e i giovanissimi, che nell'adolescente Leo trovano un alter ego e un compagno. In perfetta consonanza vediamo allora la colonna sonora del film, opera di Andrea Guerra e dei Modà.