L'evoluzione delle tecniche di navigazione e dei metodi di colonizzazione spagnoli e portoghesi si distinsero sin dalle origini. Il progresso delle conoscenze lusitane fu il risultato di congetture e sperimentazioni; di quello spagnolo, un caso straordinario trasformatosi in epocale evento. Perdipiù, esso fu opera né di un iberico, tantomeno di un lusitano bensì di un italiano, di una regina volitiva e di taluni sponsors, nel totale disinteresse generale. Il "viaggio" condusse alla scoperta di un territorio, equivocato come costa delle Indie, poi denominato America e che per la Spagna divenne prodromo della creazione di una marina, trasformando la "corona" in uno sconfinato impero coloniale a economia monetaria, arricchitosi repentinamente con enormi quantità d'oro, prima razziato e poi dilapidato.

Cristoforo Colombo, "spagnolizzato" in Cristoval Colon, nacque a Genova, nella casa dell'Olivello, presso Porta S.

Andrea, nell'autunno del 1451, primo di 4 figli del lanaiolo Domenico e di Susanna Fontanarossa. La povertà di casa sospinse il fratello Bartolomeo, esperto ricercatore cartografo, a trasferisi a Lisbona; dunque Cristoforo, semplice mozzo di scarsa istruzione scolastica che lo raggiunse nel 1474. La febbre fantastica di viaggi esplorativi di Bartolomeo contagiò Cristoforo, che immaginò però di concretarli: raggiungere le Indie per la via dell'Ovest.

Nel tempo, faticosissimi e frustranti furono i tentativi di reperir risorse per navigare il Mare Oceano, eseguiti presso le corti d'Inghilterra e Francia, ma sempre avari di buon esito.

Cristoforo, frequentatore di espertissimi cartografi, si persuase d'una propria tesi, confortata da numerosi antichi studi, nuove deduzioni, intriganti argomentazioni. Lesse enormi quantità di tomi, carte, remoti documenti e mappe, sempre scrutando l'orizzonte sull'Atlantico, da Porto Santo di Madeira.

Il Milione di Marco Polo ne accese la sete di avventure: le Azzorre non potevano essere lontane da Cipango, paese dell'oro, menzionato dal viaggiatore veneziano. Peraltro, l'osservazione dei due "passat", le due correnti - verso est e verso ovest - avrebbero coi loro venti condotto laggiù e riportati a casa. E calcoli e carte nautiche del cosmografo fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli ne fortificarono i piani, lungo rotte già comunque conosciute dai vichinghi, già approdati sulla mitica Vinland.

Ottenuto il sostegno finanziario, alle ore sei della mattina del 3 agosto 1492, salpò la spedizione che mutò il corso degli eventi polito-economici del mondo. Le tre caravelle di Colombo, recanti sulla vela enormi croci-simbolo dei Templari, di certo suoi finanziatori accanto ai reali di Spagna, a papa Alessandro VI e a mecenati ebrei, s'avviarono verso l'ignoto. Da Palos de la Frontera, i marinai s'orientarono a Ovest, solcando il Mare Oceano oltre le Azzorre, temendo ogni insidia delle acque.

L'episodio esplorativo più ardito, sino ad allora tentato dall'uomo, prese avvio forte d'una solida preparazione documentale, come di una gran dose di coraggio e fantasia generatrice di futuro. La navigazione stremante e terrificante a volte terminò il 12 ottobre sull'isola di Guanahani, ribattezzata San Salvador, nelle Bahamas. Di quanto sopravvenne in seguito, è ampiamente conosciuta storia. Un 3 agosto di 522 anni orsono, s'avviò un centrifugo percorso che generò eventi impredicibili, disponendo il futuro in modi e forme inconosciuti anche al più astuto navigante.

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