La storia del giornalismo italiano riacquista oggi, dopo undici mesi, un importante tassello. Apostrofo verde, foto maxi in prima pagina, satira direttamente dalla matita di Staino e formato più grande: ecco l’Unità di nuovo in edicola, stavolta in veste totalmente rinnovata. Il prezzo è di un euro e quaranta centesimi. I soci editori sono cambiati, con i Pessina, importante famiglia di costruttori, che detengono la maggioranza delle azioni, lasciando la quota di minoranza al Partito Democratico.  “Nuovo” è la parola da cui ripartire, visto che il quotidiano ha anche cambiato il sito web.

Il “bentornato” del premier Matteo Renzi

Matteo Renzi, in un breve editoriale, nelle vesti di segretario del PD, stringe la mano alla testata e le dà il bentornato, augurandosi che possa essere uno spazio di sana informazione narratore della bella Italia. Emblematico il titolo della prima pagina, l’hashtag #Antimafiacapitale, che da solo fa capire gli intenti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, primo tra tutti la lotta contro la corruzione a Roma.

La storia del giornale

Nato nel 1923 come periodico “degli operai e dei contadini”, l’Unità fu fondata per volere del teorico marxista Antonio Gramsci. Raggiunto un alto livello di vendita nel 1925 in seguito al delitto Matteotti, il giornale sarà l’organo d’informazione ufficiale del Partito Comunista Italiano, portando autorevoli firme come quelle di Palmiro Togliatti, Italo Calvino ed Elio Vittorini. In seguito alla Svolta della Bolognina ed al conseguente scioglimento del PCI, il giornale cambia sottotitolo, passando da «Giornale del Partito Comunista Italiano» a «Giornale fondato da Antonio Gramsci». Diretto da Walter Veltroni, il periodico diviene portavoce dei Democratici di Sinistra fino al 1997. A seguito di un cambio di linea editoriale, il quotidiano offrirà molti allegati culturali come libri, videocassette cinematografiche e album Panini in ristampa. Successivamente all’era Veltroni, per ben quattordici anni è stato nelle mani di soli privati, non legandosi ad alcuna fazione politica. Nel 2011, però, il Partito Democratico ne ha acquistato una piccola quota, ma il periodo florido durerà poco. Il primo agosto dello scorso anno, infatti, considerate le ingenti somme di debito, l’Unità ha cessato le sue pubblicazioni cartacee e gli aggiornamenti del sito web, per poi rientrare in edicola solo undici mesi dopo, guidato da Erasmo d’Angelis e con una tiratura di circa centomila copie.

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