La sera dell'undici settembre 2003 Johnny Cash inizia a sputare sangue. Le complicazioni respiratorie dovute al diabete e la feroce malattia del sistema nervoso che lo rendeva particolarmente debole lo costringono immediatamente al ricovero ospedaliero. Poco ore dopo morirà, alle prime luci del 12 settembre.

Quel 2003 fu un anno difficile per il cantautore statunitense, solo pochi mesi prima il suo dottore gli aveva in sostanza ordinato di non uscire più di casa, a causa delle sue condizioni fisiche in costante e veloce peggioramento. La moglie, June Carter, si dedicò anima e corpo ad accudirlo, tanto da svuotarsi di ogni energia, privandosi di tutta la forza che aveva in corpo.

Fino a spegnersi, dopo un periodo di coma, il 15 maggio, lasciando Johnny in uno stato di tremendo sconforto.

Johnny, abituato a rialzarsi, cercò di reagire ributtandosi a capofitto nella Musica, ma non riusciva più a cantare, o a leggere gli spariti, o ricordarsi i testi.

Ci provò, senza arrendersi, arrivando perfino a suonare sette pezzi al Carter Family Fold in Virginia. Quel giorno, nel mezzo dell'esibizione, commosse le 1600 persone presenti con l'ammissione: "Il dolore è così forte che non c'è modo di descriverlo"

35 anni in cui vissero felici e contenti

La prima volta in cui Johnny vide June lui era in gita scolastica a Nashville per l'ultimo anno di liceo, mentre lei era già sul palco del Grand Ole Opry, che cantava insieme alla sua celebre famiglia Carter. Anni dopo, nel '61, si rincontrarono proprio in quel teatro e nel backstage lui la raggiunse dicendole: "Tu ed io ci sposeremo, un giorno"

Lei rise, rispondendogli che non vedeva l'ora.

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Erano entrambi sposati. Non molto tempo dopo June si aggregò al road show di Cash, ritrovandosi a viaggiare insieme in giro per gli States. 

Il successo discografico ebbe un impatto devastante sulla vita di Johnny e ben presto si ritrovò ad abusare di anfetamine e stimolanti per reagire allo stress. Un abuso che lo portò perfino ad un arresto ed un collasso per overdose. Insomma non esattamente la persona più indicata per cui perdere la testa, sopratutto se si è una signora rispettata, una professionista ed una benintenzionata cristiana quale era June. Eppure anni dopo fu lei stessa a descrivere l'innamorarsi di Johnny con queste parole: "Mi sentivo come se fossi caduta in un pozzo infuocato, e stavo letteralmente bruciando viva."

Per una musicista e cantante la cosa migliore è esprimere i propri sentimenti con la musica, così fece anche lei e ne nacque una delle più celebri canzoni country di sempre: Love's ring of fire, interpretata in un secondo momento dallo stesso Cash diventato semplicemente "Ring of fire".

Il pezzo divenne la hit numero uno di Cash nel 1963, poi lui divorziò e lei fece altrettanto. Lui smise con le droghe e nel '68 si sposarono.

"Non voglio fare nessun viaggio se lei non può venire con me"

Il loro viaggio può davvero chiamarsi amore, un viaggio che dovevano in qualche modo concludere insieme, nel 2003. Sono passati 13 anni, inutile celebrare il loro immenso valore artistico, quello rimane stampato nei dischi, nelle note dei brani scoperti ogni anno dalle nuove generazioni.

Questo è solo un ricordo, una descrizione d'un amore raccontato nei versi di uno dei loro innumerevoli duetti, nella voce di June che, come in una premonizione, cantava: "Se sarò davvero io la prima ad andar via, e, chissà come, mi sento che sarà così, quando sarà il tuo turno non sentirti perso, perché sarò io la prima persona che vedrai"