'narcos' è una serie TV firmata Neflix che si propone il complicato obiettivo di raccontare per filo e per segno l'incredibile e controversa parabola esistenziale di pablo escobar, il noto trafficante di droga colombiano deceduto a Medllìn nel 1993. La serie, ideata da Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro sta spopolando a livello globale, anche se, stando a quanto dichiarato dal figlio di Escobar, sarebbe stracolma di vere e proprie invenzioni e mistificazioni dal punto di vista storico.

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Pablo Escobar, il Re della Coca

Quando era in vita, Pablo Emilio Escobar Gaviria era noto con lo pseudonimo di "Re della Coca", il suo patrimonio a inizio anni '90 era stato stimato in 30 miliardi di dollari, la rivista Forbes lo aveva inserito al settimo posto nella graduatoria degli uomini più ricchi del mondo, attribuendogli il controllo diretto dell' 80% del mercato mondiale della cocaina ed il 30% di quello delle armi illegali.

All'apice della sua carriera criminale la ricchezza di Escobar era tale da conferirgli un vero e proprio potere politico: in molte aree della Colombia, soprattutto nella zona di Medellìn, il noto trafficante non era percepito come un delinquente, piuttosto come una sorta di benefattore, era infatti solito far costruire infrastrutture per la comunità, come ad esempio scuole, stadi ed ospedali, per accaparrarsi la benevolenza e la fedeltà della popolazione. Non è quindi difficile capire perché la vita di Escobar rappresenti un soggetto perfetto per cinema e televisione.

Narcos, una serie tv piena di invenzioni

La televisione però, soprattutto quando – come nel caso di Narcos – utilizza il registro cinematografico, tende ad ingigantire le informazioni eclatanti, ad inventare situazioni per rendere più semplice la narrazione, ad accentuare le caratteristiche più estreme dei personaggi, rendendoli irreali, pur utilizzando i loro veri nomi.

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E' questo il caso di 'Narcos', almeno secondo Sebastian Marroquin, figlio di Escobar, autore del libro  'Pablo Escobar, mi padre' che non si è mai fatto problemi a condannare il vissuto del genitore, arrivando addirittura a cambiare cognome.

Alla stessa maniera Marroquin, per amore della verità, non si è fatto problemi neanche a stilare un elenco in 28 punti con il quale ha letteralmente smontato ogni pretesa di veridicità e funzione documentaristica di 'Narcos', sottolineando come questa sia "Una serie che si definisce veritiera, quando invece è ben lontana dall'esserlo, e che in questo modo insulta la storia di tutta una nazione, delle tante vittime e delle loro famiglie". Marroquin, tramite il post che trovate di seguito, ha voluto sottolineare come personaggi, luoghi e circostanze varie siano stati sistematicamente alterati dagli sceneggiatori per rendere la serie più accattivante. Insomma, Narcos è sicuramente una serie tv di pregevole fattura, ma è ben lontana dall'essere un documentario con un qualsivoglia valore storico, parola di chi Escobar lo conosceva bene.