Oggi, alle 10:30, presso la Villa Comunale di Bovalino, si è svolta l'iniziativa culturale per ricordare la figura dei Cinque Martiri di Gerace, organizzata dal "Comitato Permanente per la Salvaguardia della Memoria dei Cinque Martiri di Gerace". Discreta la presenza dei cittadini, mentre erano presenti i rappresentanti di quasi tutte le forze politiche, culturali e sociali del Paese. 

Dopo l'ascolto dell'Inno di Mameli, la manifestazione è iniziata con la deposizione di un omaggio floreale davanti alla lapide bronzea apposta sul monumento ai caduti e con una breve introduzione del prof.

Pino Macrì, seguita dalla declamazione di una poesia vernacolare, composta dallo stesso Macrì e dedicata ai cinque giovani patrioti, recitata dal giovane Filippo Musitano.

Subito dopo ha preso la parola il prof. Enzo Cataldo, storico dell'Università di Messina, che ha tenuto una interessante esposizione dei fatti che portarono ai moti nel distretto di Gerace nel 1847, considerata il prodromo delle rivoluzioni del 1848 in italia e in Europa.

Oltre a questo, è stata attentamente analizzata la figura dei cinque martiri (Michele Bello, Rocco Verduci, Gaetano Ruffo, Pietro Mazzone e Domenico Salvadori), considerati, malgrado l'appartenenza alla classe borghese, molto vicini alle istanze popolari e fautori di una ventata innovatrice che modificasse in senso liberale l'assetto costituzionale del Regno delle Due Sicilie. Il prof. Cataldo ha inoltre definito la fucilazione dei giovani patrioti calabresi "un atto brutale, volto a cancellarne ogni traccia perché erano considerati elementi sovversivi all'ordine costituito", difendendone gli ideali democratici e la visione politica. 

La manifestazione si è conclusa con l'intervento del prof.

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Calabria

Macrì, il quale ha posto l'accento sul lato umano dei giovani fucilati il 2 ottobre 1847, in particolare sull'amicizia che legava Gaetano Ruffo a Pietro Mazzone, il quale, pur potendo salvarsi espatriando, grazie all'aiuto del padre della sua fidanzata, rifiutò per non abbandonare l'amico Gaetano, a cui era stato invece negato ogni aiuto. Macrì ha infine auspicato che il sacrificio dei Cinque Martiri sia da esempio per la tradizione democratica del paese, dando appuntamento all'anno prossimo per celebrare i 170 anni della fucilazione dei Martiri di Gerace, possibilmente assieme alla nuova amministrazione comunale bovalinese. 

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