La manifestazione del 30 settembre, svoltasi lungo tutte le stazioni della Ferrovia Ionica per chiedere l'adeguamento della tratta locale agli standard nazionali ed europei ha suscitato pareri contrastanti: da alcuni è stata considerata un mezzo flop, vista la poca partecipazione dei cittadini all'evento, mentre diversamente la pensano i promotori e gli organizzatori, a cominciare dal dott. Domenico Gattuso, presidente del CIUFER, che ha rilasciato una intervista telefonica che di seguito riportiamo.

Quando ha pensato di fondare l'associazione CIUFER e con quale scopo?

"Il CIUFER, Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali, è nato 5 anni fa.

La missione è desumibile dal suo nome: rappresentare le esigenze dei viaggiatori sui treni regionali. Le politiche di governo degli ultimi decenni hanno favorito fortemente il comparto dell'Alta Velocità a beneficio delle popolazioni del Centro-Nord, e hanno determinato una caduta libera nell'entità e qualità dei servizi regionali che pure sono in assoluto 10 volte più richiesti. A subirne le conseguenze peggiori è stato il Mezzogiorno ed in particolare la fascia ionica calabrese. Di qui la nascita di una vertenza specifica  e di diverse associazioni locali che si battono, assieme al CIUFER, per la salvaguardia e il potenziamento della ferrovia ionica, unite nella Rete FIBC (Ferrovia Ionica Bene Comune). Tra queste l'ALFI, Associazione Locride Ferrovia Ionica, che conta oltre 100 aderenti". 

È rimasto soddisfatto dei risultati della manifestazione del 30 settembre?

"Si, molto soddisfatto, considerando il fatto che si è svolta in un giorno feriale e in una fascia oraria non di punta.

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Inoltre si è avuto un riscontro mediatico senza precedenti, specialmente sui social media e sulle piattaforme web. È stata una partecipazione molto sentita, con la presenza di molti primi cittadini della fascia ionica e di quattro esponenti della Chiesa: Monsignor Oliva, vescovo di Locri-Gerace, Monsignor Graziani, vescovo di Crotone, don Scorpiniti di Cariati e don Giovanni Zampaglione di Marina di San Lorenzo". 

Pensa che ci saranno effetti concreti sul potenziamento della ferrovia ionica?

"Penso di sì, purché la mobilitazione continui. La politica dovrà dare risposte ad una popolazione che si mobilita con determinazione e proposte concrete". 

Quali saranno le iniziative future?

"Ci sarà un incontro organizzativo con tutte le associazioni per strutturare al meglio le iniziative. Inoltre ci aspettiamo un incontro al Ministero dei Trasporti tra il ministro Graziano Delrio e una rappresentanza qualificata delle associazioni, coadiuvati da cento sindaci con fascia tricolore". 

In ultima analisi, dal suo punto di vista, cosa è mancato per rendere la popolazione più partecipe alla manifestazione?

"La sensibilità c'era, ma abbiamo scelto un giorno lavorativo in cui difficilmente si poteva aderire in massa.

Inoltre, non è facile far partecipare la popolazione in un contesto come quello calabrese, dove vige la rassegnazione verso istituzioni e politica. Noi contiamo molto sull'informazione online, ma spesso le testate giornalistiche sono gestite da gruppi di potere politico che non hanno interesse a sostenere le battaglie dei movimenti e delle associazioni di cittadinanza attiva, viste come fastidiose forme di opposizione invece che espressione dei disagi della comunità calabrese. Trova molto più spazio l'annuncio strumentale di Renzi sul ponte, a gettar fumo negli occhi della povera gente, che non la battaglia di migliaia di cittadini su problemi concreti come quelli del trasporto pubblico locale  che tocca da vicino la vita dei cittadini. Ciononostante la manifestazione del 30 è stata un successo e resterà nella storia della Calabria, come uno scatto di dignità dell'intera comunità ionica.